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Allarme rifiuti in Sicilia: la differenziata non decolla ma a Siracusa diminuisce la Tari

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Il Report Rifiuti 2025 di Federconsumatori Sicilia: costi insostenibili per i cittadini. Catania tra le province con TARI più alta

A cura di Noemi Ambrogio

La gestione delle politiche ambientali in Sicilia si conferma fallimentare secondo i dati del Report Rifiuti di Federconsumatori Sicilia di quest’anno. La raccolta differenziata regionale è pressochè invariata intorno al 55 % dal 2024. Al contempo, la TARI continua a crescere, gravando pesantemente sui bilanci delle famiglie e dei singoli cittadini. Catania in testa alla classifica con una tassa di 602 euro, rispetto alla media nazionale di 340 euro.

Chi vive solo nel capoluogo etneo paga cifre record, superando i costi di una famiglia di tre persone a Messina o a Caltanissetta. L’unica provincia a registrare un calo dei costi è Siracusa, con appena lo 0,4% in meno. Il dato più drammatico arriva da Palermo, dove la raccolta differenziata è immobile al 17,34%. Nella provincia di Catania si registra persino una decrescita della raccolta differenziata, contro la media nazionale del 66,6%. Solo Trapani e Ragusa superano le percentuali nazionali, mentre il resto della regione resta sotto le soglie UE.

La politica regionale sembra aver accantonato i centri di smistamento dei rifiuti per ripensare di nuovo agli inceneritori. Il presidente di Federconsumatori Sicilia, Alfio La Rosa denuncia la paralisi del sistema: “Negli anni scorsi la Sicilia aveva fatto progressi in termini di raccolta differenziata, ma adesso sembra essersi fermata. Purtroppo non possiamo non notare che questa brusca frenata coincide con il ritorno del progetto inceneritori: a pensar male si fa peccato, ma spesso ci si azzecca”. Federconsumatori Sicilia riporta l’assenza di impianti di compostaggio e di centri per il corretto smistamento. “Su questo punto – commenta La Rosa – non siamo nemmeno all’anno zero: mancano persino i dati da commentare”

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