Cannata:”La Seus 118 svolge un servizio sanitario essenziale e oggi soffre già una carenza significativa di autisti-soccorritori. Trattarla come una partecipata qualunque è un errore”
Il deputato FdI interviene dopo il voto dell’ARS sul congelamento delle assunzioni nelle partecipate regionali.
“Il blocco delle assunzioni nelle partecipate regionali non può mettere a rischio un servizio essenziale come il 118. La Seus va distinta da ogni altra società, perché garantisce un presidio salvavita per cittadini, famiglie e territori”. Lo dichiara il deputato nazionale di Fratelli d’Italia, Luca Cannata, intervenendo dopo l’approvazione all’Ars della norma che prevede il congelamento delle nuove assunzioni nelle società partecipate della Regione Siciliana, misura introdotta nell’ambito delle disposizioni di contenimento e razionalizzazione della spesa pubblica.
“Parliamo però di una situazione che rischia di avere effetti concreti anche sul sistema dell’emergenza-urgenza – aggiunge Cannata – perché la Seus 118, pur essendo una partecipata regionale, svolge un servizio sanitario essenziale e oggi soffre già una significativa carenza di autisti-soccorritori”. Per il parlamentare di Fratelli d’Italia, applicare indistintamente il blocco anche alla Seus rischia di compromettere la piena operatività del servizio. “Il 118 non può essere trattato come una partecipata qualunque. Parliamo di ambulanze, tempi di intervento, sicurezza dei cittadini e continuità del soccorso sanitario sul territorio. Per questo serve una deroga chiara che consenta di procedere al potenziamento del personale necessario – conclude Cannata, sottolineando la necessità di un intervento rapido -. Occorre buon senso istituzionale. Quando si parla di emergenza sanitaria bisogna avere la capacità di distinguere tra spesa ordinaria e servizi salvavita. Il sistema 118 deve essere messo nelle condizioni di lavorare con organici adeguati e strumenti efficienti”.
Cisal Sicilia attacca il blocco assunzioni per Arpa, Ast e Seus: “Irresponsabile. A rischio ambulanze, trasporti e ambiente”
“La decisione dell’Assemblea regionale siciliana di bloccare per un anno e mezzo le assunzioni e il rinnovo dei contratti in Arpa, Ast e Seus può definirsi solo in un modo: irresponsabile. Si rischia di mettere in ginocchio servizi essenziali come quello delle ambulanze, del trasporto pubblico per lavoratori e studenti, della qualità dell’acqua e dell’aria, dei caselli autostradali per non parlare del possibile licenziamento di 95 precari di Arpa che sono stati reclutati con un regolare concorso pubblico. Non è così che si evitano gli scandali: per farlo servono controlli severi e punizioni esemplari, non colpi di mano che penalizzano solo i lavoratori. Chiediamo alle istituzioni di rivedere una scelta che danneggerà i siciliani”. Lo dice Giuseppe Badagliacca di Cisal Sicilia.
“Comprendiamo il senso della norma – continua Badagliacca – ma in questo modo il blocco delle assunzioni riguarderà un arco temporale troppo ampio, ben un anno e mezzo prima delle prossime elezioni, e colpirà anche enti e società che hanno una reale carenza di personale. La scopertura di organico in Seus è purtroppo ben nota, così come all’Ast, e il caso di Arpa è ancor più eclatante: su oltre 900 dipendenti previsti ce ne sono in servizio meno del 30% e 95 tecnici a tempo determinato, assunti con concorso, rischiano di andare a casa mettendo in ginocchio un ente strategico per la salute dei siciliani”.
“Condividiamo la necessità di avere selezioni trasparenti – conclude Badagliacca – e per farlo c’è un solo modo: applicare rigidamente le regole che già ci sono e punire chi le viola, ricorrere ai concorsi pubblici, cacciare a pedate chi prova a usare il diritto al lavoro per scopi elettorali o fa clientelismo. Il problema è che invece, con l’emendamento approvato, si butterà il bambino con l’acqua sporca. Ci appelliamo alle forze politiche di maggioranza e di opposizione perché approvino specifiche deroghe per enti e società regionali che erogano servizi essenziali, Arpa in primis, con emendamenti ai ‘ddl stralcio’ ancora all’esame delle Commissioni”.








