Aggiornato al 10/01/2026 - 10:33
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Prevenzione

Influenza, in Sicilia è allarme rosso per variante K: “Mascherina per chi visita gli anziani”

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Stretta della Regione dopo il boom di contagi natalizi: nelle Rsa e nei reparti lungodegenza protezioni raccomandate per i familiari. Pochi over 65 vaccinati, ma Siracusa è in controtendenza

Proteggere i nonni, schermare i fragili. È questo l’imperativo che arriva dalla Regione Siciliana di fronte all’ondata influenzale che sta mettendo a dura prova il sistema sanitario. L’emergenza impone un cambio di passo: per chi si reca in visita agli anziani nelle strutture residenziali, la mascherina torna ad essere un accessorio fondamentale.

La nuova strategia di contenimento parte dal Dasoe (Dipartimento per le attività sanitarie e osservatorio epidemiologico). Nelle Rsa e nei reparti di lunga degenza il livello di allerta è massimo: ai familiari e ai visitatori è richiesta la massima prudenza. L’uso della mascherina diventa una “presenza costante e imprescindibile”, una barriera necessaria da indossare senza eccezioni quando si entra in contatto con ospiti e degenti per evitare di trasmettere il virus.

A far esplodere i contagi sono state le festività natalizie. I pranzi affollati, i baci e gli abbracci hanno favorito la circolazione dei virus respiratori. Sotto accusa c’è in particolare la variante K dell’H3N2, un ceppo che non ha fatto sconti a nessuno: dai bambini (spesso vettori primari dell’infezione) fino agli anziani, che pagano il prezzo più alto. I dati sono preoccupanti: si registrano poche vaccinazioni tra gli over 65, proprio la fascia più a rischio di complicanze gravi che, su scala nazionale, possono portare anche al decesso (le stime parlano di 20mila morti per complicanze).

Piano straordinario vaccini: Siracusa esempio virtuoso

Per arginare la corsa del virus, che viaggia più veloce delle difese immunitarie, la Regione ha attivato un piano straordinario di vaccinazioni. L’obiettivo è recuperare il tempo perduto e immunizzare il maggior numero possibile di persone vulnerabili nel minor tempo possibile, riattivando misure di prevenzione già delineate nei mesi scorsi ma ora divenute urgenti.

In questo contesto però spicca il dato di Siracusa, il migliore della Sicilia con quasi 56mila dosi somministrate (al 7 gennaio) di cui 38.635 agli over 65, pari al 66,57% della popolazione. Ultime Catania e Messina, che non raggiungono nemmeno il 50%.

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