Il Rapporto OsMed 2025 segnala un incremento di antidepressivi, ansiolitici e antipsicotici, con la Sicilia sopra la media nazionale
Il Rapporto OsMed 2025 dell’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA) fotografa una realtà preoccupante: gli italiani assumono sempre più psicofarmaci.
L’uso di ansiolitici, antidepressivi e antipsicotici è aumentato costantemente negli ultimi dieci anni, con un picco nel 2020 durante la pandemia. Da allora i consumi non sono più tornati ai livelli pre-Covid.
Sicilia tra le regioni con più consumo di ansiolitici
La Sicilia si conferma tra le regioni con il più alto consumo di benzodiazepine e antidepressivi. Nel 2023 i dati parlano chiaro: circa 54 dosi giornaliere definite ogni 1.000 abitanti, ben oltre la media nazionale (45,6).
Le differenze di genere sono evidenti: le donne assumono psicofarmaci quasi il doppio degli uomini, segno di un disagio che colpisce soprattutto le fasce più vulnerabili.
Antidepressivi in aumento: l’isola dei malesseri invisibili
L’uso di antidepressivi in Sicilia è cresciuto di quasi il 4% nell’ultimo anno. Tuttavia, un paziente su due interrompe la terapia dopo appena cinque mesi, spesso senza supervisione medica, aumentando i rischi di ricadute.
La spesa sanitaria riflette questa emergenza: nel 2023 oltre 729 milioni di euro di fondi pubblici sono stati destinati a questi farmaci, mentre per le benzodiazepine la spesa privata ha superato i 533 milioni.
Psicofarmaci tra adolescenti: l’emergenza nascosta
Il Rapporto OsMed lancia un allarme anche sui giovani siciliani. Dopo l’aumento del 12% registrato nel 2020, le prescrizioni tra adolescenti continuano a crescere.
Farmaci come risperidone, aripiprazolo e sertralina vengono utilizzati anche per disturbi alimentari e ossessivo-compulsivi, patologie sempre più diffuse tra i 12 e i 17 anni.
L’impatto del Covid: un Paese che non guarisce
Il 2020 ha rappresentato una frattura storica. In Sicilia, già alle prese con servizi di salute mentale sottofinanziati e liste d’attesa lunghe, la pandemia ha aggravato il disagio psicologico.
Il risultato è un aumento stabile dei consumi di psicofarmaci, che riflettono fragilità sociali ed economiche ancora irrisolte.
Gli esperti: “Monitorare, prevenire, intervenire”
Gli specialisti chiedono più servizi di prossimità e investimenti nella neuropsichiatria infantile, per intercettare precocemente i segnali di disagio.
Un esempio positivo arriva da Messina, dove nel luglio 2025 è stato inaugurato un centro per la cura delle dipendenze, anche da psicofarmaci.
Il boom di psicofarmaci in Sicilia non può essere letto solo come un fenomeno clinico. È il sintomo di un malessere collettivo che richiede interventi sociali, educativi e sanitari.
Se la risposta resta confinata ai farmaci, il rischio è di non affrontare mai davvero le radici profonde del disagio.










