Aperto un fascicolo per disastro colposo: tra i 13 iscritti nel registro degli indagati ci sono Lombardo, Crocetta, Musumeci e Schifani
Tredici persone iscritte nel registro degli indagati. È la svolta nelle indagini sulla frana che il 25 gennaio scorso ha devastato Niscemi, nel Nisseno, trascinando a valle case e automobili e lasciando circa 1.500 persone senza un tetto. Lo ha annunciato il procuratore di Gela, Salvatore Vella, nel corso di un incontro con la stampa.
Il fascicolo aperto dalla Procura ipotizza i reati di disastro colposo e danneggiamento seguito da frana. Tra i nomi iscritti nel registro spiccano quelli dei quattro presidenti che hanno guidato la Regione Siciliana nell’arco di sedici anni: Raffaele Lombardo, Rosario Crocetta, Nello Musumeci e Renato Schifani, in carica rispettivamente dal 2008 al 2012, dal 2012 al 2017, dal 2017 al 2022 e dal 2022 a oggi.
L’enorme smottamento di gennaio aveva trascinato a valle interi edifici, lasciando decine di immobili pericolosamente sospesi nel vuoto sul ciglio del costone. Le operazioni di messa in sicurezza e la conta dei danni si sono protratte per settimane, mentre gli sfollati venivano sistemati in strutture temporanee.
L’iscrizione nel registro degli indagati è un atto dovuto che garantisce la facoltà di difesa e non implica, di per sé, la sussistenza di responsabilità penali. Le indagini puntano a ricostruire se e quali omissioni nelle politiche di prevenzione del rischio idrogeologico abbiano contribuito alla catastrofe.





