Nonostante l’introduzione delle patenti a punti, i numeri sugli infortuni nel settore edile non mostrano miglioramenti significativi. Salvo Carnevale critica la misura e chiede un cambio di rotta
Nonostante l’introduzione della norma sulla patente a punti per il settore edile, avvenuta il 1° novembre 2024, il sistema non sembra aver prodotto i risultati sperati in termini di sicurezza sul lavoro. A sollevare forti dubbi sull’efficacia della misura è Salvo Carnevale, segretario della Fillea Cgil Sicilia, che denuncia la persistente insoddisfazione per il nuovo regolamento.
Carnevale sottolinea come, contrariamente alle aspettative, i dati sugli infortuni sul lavoro non mostrino segni di miglioramento. A conferma di ciò, sono stati confrontati i numeri delle denunce di infortuni tra gennaio 2024 e gennaio 2025: «Abbiamo verificato i dati Inail e raccolto le informazioni principali… registriamo un dato complessivo tendenzialmente identico tra gennaio 2024, con 1838 denunce d’infortunio, e gennaio 2025 con 1727 denunce», spiega il segretario della Fillea Cgil Sicilia. In particolare, i settori collegati all’industria e ai servizi, che comprendono anche l’edilizia, hanno visto addirittura un incremento degli incidenti: «Da 1237 nel gennaio 2024 a 1262 nel gennaio 2025».
Non solo. Carnevale evidenzia un aumento degli incidenti nelle fasce d’età tra i 30 e i 34 anni e dai 50 anni in su, mentre l’assenza di controlli adeguati e la difficoltà nell’attuare un’efficace qualificazione delle imprese edili continuano a rappresentare problemi cronici per il settore.
Secondo il segretario, la soluzione non risiede nel sistema delle patenti a punti: «Non serve la burocrazia, la compravendita di punti attraverso pezzi di carta. Quello che serve è ben altro». Il sindacalista sottolinea inoltre che l’influenza della criminalità organizzata e la carenza di controlli efficaci sono fattori che ostacolano il miglioramento della sicurezza nei cantieri. «A causa dei problemi storici, legati alla legalità e alle interferenze della criminalità organizzata, persistono ostacoli a un’adeguata e compiuta qualificazione del sistema delle imprese edili», afferma Carnevale.
Per garantire condizioni di lavoro sicure e legali, la Fillea Cgil Sicilia chiede un radicale cambiamento nelle politiche di sicurezza: «Serve l’istituzione della Procura nazionale che si occupi esclusivamente dei reati legati alla sicurezza e alla salute nei luoghi di lavoro», aggiunge. Inoltre, il sindacato chiede una revisione del sistema sanzionatorio e una maggiore presenza di controlli diretti nei cantieri.
Nonostante le difficoltà, la Fillea Cgil Sicilia continuerà a monitorare la situazione, vigilando per garantire un ambiente di lavoro più sicuro per tutti i lavoratori del settore edile. Carnevale conclude: «Non vogliamo che si consegni agli enti di formazione fasulli la gestione di una problematica sociale enorme come la tragedia continua degli infortuni e delle morti sul lavoro».











