Una volta era chiamata “politica dei due forni”, con posizioni cioè diverse a seconda degli obiettivi politici da raggiungere, anche se le definizioni più “maliziose” non sono mancate; oggi però all’interno del centrodestra siracusano salgono forti le voci che chiedono chiarezza e “disambiguità”, specie da Fratelli d’Italia e Forza Italia, sull’atteggiamento dell’MPA
Forza Italia denuncia che nella provincia di Siracusa non si è rispettato il patto federativo con l’MPA, unico caso in tutta l’Isola; lo scrive in una nota in tarda serata il coordinatore provinciale Corrado Bonfanti, non nascondendo l’amarezza e ribadendo comunque la tendenza a votare centrodestra del territorio siracusano, un’occasione di più per rimanere uniti e vincere nelle competizioni elettorali vere.
In linea con il partito fondato da Silvio Berlusconi anche Fratelli d’Italia, dove l’On. Cannata, reduce da uno scontro a colpi di comunicati stampa sul destino del Kouros di Lentini proprio con l’On. Carta, ribadisce la linea di coerenza da sempre tenuta all’interno del partito: “Noi siamo nel centrodestra, con convinzione, e il nostro obiettivo è un centrodestra unito e coeso, più forte. Non c’è dubbio quindi che chi oggi non ha assunto una posizione definita, è necessario che decida una volta per tutte da che parte stare”.
A chiudere il quadro del Centrodestra siracusano c’è la Lega di Giovanni Cafeo, reduce da un grande risultato alle provinciali ma che non ha mai dubitato sull’appartenenza al centrodestra, nonostante la decisione di sostenere Michelangelo Giansiracusa quale presidente del Libero Consorzio di Siracusa. “Abbiamo aspettato fino all’ultimo le decisioni di un eventuale tavolo del centrodestra unito che convogliasse su una candidatura condivisa ma, come abbiamo visto, questo alla fine non è avvenuto. Ci siamo dunque trovati nella condizione di dover garantire una governance adeguata ad un ente strategico ma in tragiche condizioni di dissesto come l’ex provincia e, con senso di responsabilità, abbiamo deciso di sostenere Giansiracusa, sulla cui capacità amministrativa, a prescindere dal colore politico, nulla si può dire. Il nostro obiettivo politico – prosegue Cafeo – è quello di dare risposta alle esigenze dei territori e il ritorno di una guida politica, nonostante non abbiamo mai apprezzato la decisione di elezioni indirette, rappresenta comunque una buona notizia per l’intera provincia, con i sindaci che possono finalmente trovare nel presidente e nei consiglieri eletti interlocutori istituzionali pronti a raccogliere le istanze e a lavorare per risolvere i problemi.”
La Sicilia, ormai quasi per convenzione, è definita il “laboratorio politico” d’Italia, vedremo se a furia di fare esperimenti con elementi “ad alta instabilità”, magari non salta in aria qualche alambicco…






