Formazione, cooperazione e dialogo sindacale nella missione promossa dal Dipartimento Internazionale CGIL e Nexus: «I diritti del lavoro non conoscono confini»
Dal 10 al 17 maggio 2025, una delegazione della CGIL di Siracusa, composta dal Segretario Generale Roberto Alosi, dal Segretario dello SPI CGIL Siracusa e dal Segretario Regionale dello SPI Sicilia, ha preso parte a una missione nei campi profughi saharawi, situati nel sud-ovest dell’Algeria. L’iniziativa è stata promossa dal Dipartimento Internazionale CGIL, in collaborazione con l’associazione Nexus.
Come si legge nella nota, si è trattato di «una settimana di cooperazione concreta, tra formazione, incontri istituzionali e dialogo sindacale, ma anche un tempo necessario per guardare in faccia le contraddizioni del mondo». La missione ha voluto rappresentare una presa di posizione contro «il silenzio, sulla questione saharawi», che viene definito «esso stesso una forma di complicità».
Il popolo saharawi vive da quasi cinquant’anni in una condizione di isolamento in un’area desertica, priva di risorse e spesso colpita da crisi umanitarie. Nonostante le risoluzioni delle Nazioni Unite, la comunità internazionale non è intervenuta in modo risolutivo a sostegno del diritto all’autodeterminazione di questa popolazione.
La CGIL ha scelto di portare solidarietà e formazione, preferendo l’azione alle dichiarazioni. I corsi su salute e sicurezza sul lavoro sono stati rivolti a lavoratrici, lavoratori e autisti saharawi, e hanno rappresentato un momento altamente partecipato. Come sottolineato nel comunicato, si è trattato di «un atto politico: ribadire che anche in assenza di uno Stato, i diritti del lavoro esistono, devono essere riconosciuti, e possono generare consapevolezza e dignità».
Importante anche il confronto con il sindacato saharawi, fortemente legato alla lotta del Fronte Polisario, che rivendica un ruolo politico e sociale e considera il rapporto con la CGIL come una «finestra sul mondo e una sponda di legittimazione».
«Abbiamo visto un popolo che resiste, che produce, che sogna nonostante tutto – ha dichiarato il Segretario Generale della CGIL di Siracusa Roberto Alosi – La nostra presenza ha avuto un significato chiaro: i diritti del lavoro non conoscono confini. Dove c’è sfruttamento o abbandono, il sindacato ha il dovere di esserci. E dove la comunità internazionale tace, la voce del mondo del lavoro deve farsi sentire con forza».
Durante la visita, la delegazione ha anche potuto osservare da vicino diversi progetti di cooperazione internazionale, tra cui un impianto di produzione alimentare nel pieno del deserto, definito come «una vera cattedrale nel nulla». Non sono mancati gli incontri istituzionali, tra cui quello con il Ministro della Salute, il Direttore del Museo dei Martiri dell’Indipendenza e le cooperative femminili attive in progetti di autoimprenditorialità.
Come riportato nella nota conclusiva, l’esperienza ha lasciato un segno profondo nella delegazione siracusana, che si impegna a tornare nei campi, sostenere la rete di cooperazione e diffondere in Italia la conoscenza della causa saharawi.
«Perché i diritti o sono universali, o non sono diritti. E perché non può esserci giustizia sociale senza giustizia internazionale.»








