Franzò primo con 45%, Dugo al 41%, Borgh all’11%. Mancata la soglia del 50% per l’elezione diretta. Il direttivo dovrà scegliere il nuovo leader
Fra i tre litiganti, ha vinto la frammentazione. Da quando il fantasma del cecchino del Pd è ritornato ad aleggiare sul promontorio, il circolo dei democratici non sembra avere più pace. Nel congresso cittadino celebratosi ieri in corso Nunzio Costa, l’unico sentimento che circolava era l’imbarazzo.
Tre i candidati a contendersi la leadership cittadina del Pd: Turi Borgh, esponente storico del circolo pachinese, ex presidente del consiglio comunale, sostenuto dall’ex sindaco Roberto Bruno, ha ottenuto 23 voti (11%); Joseph Franzò, volto nuovo, originario di Ispica e da 10 anni a Pachino, supportato dal segretario uscente, Giancarlo Barone e dal consigliere comunale Davide Fronterrè 95 voti (45%) e Sonia Dugo, esponente de gruppo che fa riferimento all’ex consigliere comunale ed ex democratico (sospeso per due anni dalla commissione provinciale di garanzia) Emiliano Ricupero ha incassato 85 voti (41%). Per la cronaca, dalle urne sono uscite due schede bianche.
Dunque, nessun segretario eletto poichè non è stata raggiunta la soglia del 50%, ma solo i componenti del direttivo, in base alle percentuali ottenute: 8 per Franzò, 7 per Dugo e 1 per Borgh. In settimana i democratici convocheranno la prima riunione del nuovo direttivo per eleggere il segretario che guiderà la sezione.
Una lotta fratricida, che dura da più di un anno e che dilania il partito sempre in più parti. E se prima del congresso il circolo era diviso in due, l’appuntamento elettorale interno al partito lo ha lacerato in tre. Insomma, sempre peggio.










