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Siracusa, Musco (ControCorrente): “Centro anti-crack subito operativo, nessuna cortesia ma dovere di legge”

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Il responsabile di Faro N. 2 replica all’onorevole Gennuso: “Rispetto delle tempistiche regionali, non favori alla città”

A Siracusa cresce la tensione intorno all’emergenza crack, con richieste di interventi immediati e concreti sul territorio. Dopo l’annuncio del deputato regionale di Forza Italia Riccardo Gennuso, che nei giorni scorsi aveva parlato di una collaborazione con il direttore generale dell’ASP di Siracusa, Alessandro Caltagirone, arriva la replica del responsabile di Faro N. 2 Siracusa del movimento ControCorrente, Sebastiano Musco.

Secondo Musco, la città e la provincia non avrebbero bisogno di annunci politici, bensì di servizi realmente operativi. «I cittadini non hanno bisogno di annunci trionfalistici o propaganda politica: hanno bisogno di servizi reali e immediatamente operativi», dichiara.

Musco ricorda che la cosiddetta legge anti-crack è stata approvata all’unanimità dall’ARS il 25 settembre 2024, con uno stanziamento di oltre 23 milioni di euro per la creazione di una rete regionale di prevenzione e cura. «Mentre a Palermo è già attivo un centro di pronta accoglienza, nella provincia di Siracusa non esiste ancora nulla, nonostante la data fissata per l’attivazione fosse ottobre 2025», sottolinea.

A giugno 2025 l’assessore regionale alla Salute Daniela Faraoni ha firmato i decreti attuativi, dando via libera alle ASP provinciali per l’apertura dei centri. Da qui, la precisazione di Musco: «Né il direttore generale dell’ASP di Siracusa, Alessandro Caltagirone, né l’onorevole Gennuso stanno facendo alcuna cortesia alla città e alla provincia: si stanno semplicemente limitando a eseguire quanto già previsto dalla legge».

Il responsabile di Faro N. 2 ribadisce che l’impegno non è facoltativo ma vincolato alle tempistiche già indicate: «Il loro dovere è rispettare le tempistiche dichiarate dalla Regione, che prevedono l’apertura del centro entro il mese di ottobre».

Il riferimento è anche all’intervento dell’onorevole Ismaele La Vardera, primo firmatario della legge, che aveva denunciato il ritardo nell’attivazione delle strutture. «Come già denunciato dall’onorevole Ismaele La Vardera, primo firmatario della legge, è inaccettabile che, a quasi un anno dall’approvazione, il nostro territorio resti privo di strumenti concreti per affrontare questa emergenza sociale», scrive Musco.

La richiesta è chiara: «Chiediamo che entro 30 giorni venga avviato almeno il primo centro a Siracusa. In caso contrario, sarà evidente che chi governa la Regione e chi guida l’ASP ha scelto di abbandonare la nostra provincia, tradendo le promesse fatte ai cittadini».

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