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Peppe Di Mauro “u Culatreddu”: storia di percussioni e sorrisi nel vento

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Artista poliedrico, a Floridia è stato anche un punto di riferimento grazie al suo bar in corso V. Emanuele

La luce che si spegne e il silenzio che avvolge un tamburo che non suona più. La scomparsa di Peppe Di Mauro “svuota” Floridia di percussioni e sorrisi, disponibilità e statura, amore per le tradizioni e affezione alle radici. L’artista floridiano – non solo della musica – se n’è andato a 53 anni, sconfitto da un male con un ritmo impossibile da seguire e “domare”.

Ha lottato sul palco della vita, ricevendo il sostegno di migliaia di concittadini (e non solo) che adesso lo ricordano con affetto. Sincero, perchè della sincerità del bene Peppe è stato ambasciatore e custode. Musicista poliedrico, percussionista creativo, apprezzato nel panorama locale, nazionale e internazionale per la capacità di saper essere avanguardista e tradizionale, nuovo e antico, grande e sottile.

La musica etnica, jazz e folk gli ha permesso di farsi spazio in un mondo che affascina, ma in cui bisogna saper sempre cadenzare il tocco. Le collaborazioni con autori di fama italiana e mondiale lo hanno elevato al livello degli artisti che lasciano il segno perchè segnano un’epoca: la jam con Juri Camisasca e Guglielmo Tasca, la vicinanza ai Qbeta, la partecipazione alla serie Netflix “Il Gattopardo” sono solo alcuni frammenti di una carriera importante.

Troppo facile parlare dei successi professionali. Più difficile è conoscere e dimenticare la sua grande profondità personale. Peppe “U Culatreddu” è stato il profumo delle cose buone per i floridiani per tanti anni, grazie al bar in corso Vittorio Emanuele che sfornava cornetti caldi per gli avventori della notte. “Ni viremu o Culatreddu” non era un invito ma un mantra per la Floridia che ricorda.
La sua presenza ha permesso al suo paese di viaggiare ad alta quota come comunità di persone, prima che di cittadini. Il sorriso, in laboratorio e dietro al bancone, è stato presenza sicura e conforto. Il legame con la città e le sue tradizioni, l’amore per la festa dell’Ascensione, la musica donata in maniera disinteressata sono segni di riconoscimento di un riferimento per generazioni intere.

“Ndo mo’ jardineddu mi piaci stari sulu. Ma sulu nun ci sugnu, hai l’amicu tammuru” scriveva Peppe Di Mauro ad aprile, nel pieno della lotta contro il male che ne ha consumato l’esistenza ma non ha intaccato la forza d’animo che tanti gli riconoscono ancora adesso che non c’è più.
Continua a suonare, tamburello. Non sai quanti ricordi si inseguono nel vento.

I funerali di Peppe Di Mauro si svolgeranno domani, giovedì 11 dicembre, alle 15.30 in chiesa Madre a Floridia. Il figlio ha chiesto agli amici e a quanti lo conoscevano di portare uno strumento musicale, per salutarlo a dovere.

 

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