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Editoria, Ars approva fondo di sostegno: Schifani esulta, il PD incassa ok per radio e contratti

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Via libera all’articolo 7 della Finanziaria. Il Governatore: “Scelta doverosa per la democrazia”. Giambona: “Settore fragile tra social e AI, fondamentale aver vincolato le risorse al rispetto dei contratti nazionali”

Una boccata d’ossigeno per il mondo dell’informazione isolana. L’Assemblea Regionale Siciliana ha approvato l’articolo 7 della legge finanziaria, che istituisce i fondi per l’editoria in Sicilia. Una norma che ha trovato una convergenza tra maggioranza e opposizione, seppur con accenti diversi.

Schifani: “Vittoria della leale collaborazione”

Il presidente della Regione, Renato Schifani, ha accolto con favore il voto d’Aula, definendolo un “risultato importante e atteso”. «Una scelta doverosa che il mio governo ha sempre sostenuto – ha dichiarato il Governatore – per rafforzare il pluralismo dell’informazione tipico di un Paese democratico. Il voto palese dell’Aula dimostra che la leale collaborazione istituzionale è l’unica via per dare risposte concrete e responsabili alla società siciliana».

Giambona (PD): “Bene, ma norma perfettibile”

Soddisfazione, mista a pragmatismo, arriva anche dal fronte dell’opposizione. Mario Giambona, vicepresidente del gruppo del Partito Democratico all’Ars, sottolinea il lavoro svolto per migliorare il testo originale. «Si tratta di un passo concreto per un settore in forte sofferenza – spiega Giambona – penalizzato dalla concorrenza dei social network, dall’abusivismo e dagli effetti distorsivi dell’intelligenza artificiale».

Il PD rivendica due risultati chiave ottenuti durante la discussione:

  1. L’inclusione delle radio: Inizialmente escluse, le emittenti radiofoniche rientreranno tra i beneficiari del fondo. “Un riconoscimento importante per un segmento fondamentale del sistema informativo regionale”, commenta il deputato dem.

  2. Tutele per i lavoratori: È stato assunto l’impegno affinché le risorse siano destinate alle aziende che garantiscono occupazione regolare.

Il nodo dei contratti

Proprio sul tema del lavoro, Giambona ha voluto precisare un criterio di equità che dovrà guidare l’erogazione dei fondi: «Le risorse andranno alle emittenti con dipendenti contrattualizzati nel pieno rispetto del Contratto collettivo nazionale di lavoro. Un criterio di legalità che l’assessore ha confermato verrà applicato nel decreto attuativo».

La norma, dunque, c’è. Ora l’attenzione si sposta sulla fase di decretazione, dove si giocherà la partita per rendere questi aiuti strutturali e legati alla qualità dell’informazione e alla stabilità occupazionale.

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