Programma ricco di celebrazioni, processioni e tradizioni per il Compatrono. Culmine domenica 25 con solenne messa arcivescovile e grande processione in Ortigia
SIRACUSA – Siracusa si prepara a vivere uno degli appuntamenti religiosi e identitari più sentiti della città: la Festa di San Sebastiano, Compatrono di Siracusa, in programma dal 17 al 25 gennaio 2026, all’insegna del motto “Fidem servavi“, richiamo forte alla testimonianza di fede e al valore della tradizione.
Un evento che unisce spiritualità, storia e partecipazione popolare, promosso dal Comune di Siracusa, dalla Parrocchia Metropolitana “Natività di Maria Santissima” e dal Comitato San Sebastiano, con il coinvolgimento delle autorità civili, militari e religiose.
Programma ricco di celebrazioni e momenti simbolici
Il calendario della festa si articola in più giornate, alternando celebrazioni eucaristiche, eventi culturali, momenti di riflessione e riti popolari che scandiscono la devozione dei siracusani verso il Santo martire.
L’apertura ufficiale è fissata per sabato 17 gennaio, con il tradizionale sparo di 20 colpi a cannone, che annunciano l’inizio dei festeggiamenti, seguiti dalla rappresentazione sulla vita di San Sebastiano e dall’apertura della nicchia che custodisce il venerato simulacro.
Nei giorni successivi, dal 18 al 24 gennaio, la città sarà animata da:
- Solenni celebrazioni eucaristiche presiedute da arcivescovi, vicari e parroci
- Distribuzione del Pane di San Sebastiano, segno di carità e condivisione
- Eventi culturali e musicali, tra cui concerti polifonici e testimonianze di fede
- Processioni e momenti di preghiera, con la partecipazione delle confraternite, delle associazioni e del volontariato
La distribuzione del Pane benedetto rappresenta uno dei momenti più attesi dai fedeli, simbolo di condivisione e solidarietà che affonda le radici in una tradizione secolare.
Il momento culminante dei festeggiamenti sarà domenica 25 gennaio, giornata dedicata interamente a San Sebastiano. Dopo il suono delle campane e i colpi a cannone, si terrà la solenne celebrazione eucaristica presieduta dall’Arcivescovo emerito di Siracusa, con la presenza delle Dame e dei Cavalieri dell’Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme.
Nel pomeriggio, spazio alla grande processione del venerato simulacro, che attraverserà le principali vie del centro storico, da Piazza Duomo a Ortigia, accompagnata dalla Banda Musicale Città di Siracusa e dal Corpo Bandistico Municipale Akrai.
Il percorso culminerà con la tradizionale “Asta dei doni” e la chiusura della nicchia, segno conclusivo di una festa che rinnova ogni anno il legame tra il Santo e la città.
Il motto scelto per il 2026, “Fidem servavi” (Ho conservato la fede), richiama il valore della fedeltà, della testimonianza e della resilienza, elementi che da sempre caratterizzano la storia del popolo siracusano e la figura di San Sebastiano, martire cristiano venerato per la sua incrollabile fede.
La frase, tratta dalla Seconda Lettera a Timoteo di San Paolo, rappresenta un invito alla perseveranza nella fede e alla testimonianza dei valori cristiani, messaggio particolarmente attuale in un tempo di cambiamenti e sfide.
La Festa di San Sebastiano non è solo un appuntamento religioso, ma rappresenta un patrimonio culturale e identitario per Siracusa. È il racconto di una comunità che, attraverso riti secolari, musica, arte e devozione, riafferma il proprio senso di appartenenza.
Un ringraziamento particolare è stato espresso dagli organizzatori al Comune di Siracusa, alle istituzioni, alle associazioni e a tutti coloro che hanno contribuito alla riuscita dei festeggiamenti, confermando come la Festa di San Sebastiano resti uno dei momenti più alti della vita religiosa e civile della città aretusea.
La devozione a San Sebastiano, compatrono di Siracusa insieme a Santa Lucia, affonda le radici in secoli di storia e si manifesta attraverso rituali che si tramandano di generazione in generazione: dai colpi di cannone all’apertura della nicchia, dalla processione solenne alla distribuzione del pane benedetto.
La partecipazione delle confraternite, delle bande musicali, delle autorità civili e militari testimonia come la festa rappresenti un momento di coesione sociale che va oltre la dimensione strettamente religiosa, coinvolgendo l’intera comunità siracusana in un abbraccio collettivo di fede e tradizione.










