L’onorevole Giuseppe Carta e il coordinatore Emiliano Bordone esprimono solidarietà dopo il nuovo attentato: “Quando si colpisce due volte in poco tempo è una sfida alla città. Serve una risposta corale basata sulla legalità”
Non c’è pace per chi fa impresa a Siracusa. La notizia del secondo grave atto intimidatorio ai danni dell’attività della famiglia Borderi, avvenuto a pochissima distanza dal primo, scuote la comunità e la politica. A rompere il silenzio e chiedere un intervento deciso delle istituzioni è il gruppo Grande Sicilia Siracusa, per voce del suo leader, l’onorevole Giuseppe Carta, e del coordinatore cittadino Emiliano Bordone, unitamente a tutto il gruppo consiliare.
Per il movimento politico, la reiterazione del gesto criminale rappresenta un salto di qualità preoccupante nella strategia della criminalità locale. Il Gruppo Grande Sicilia manifesta “forte preoccupazione per questa escalation intimidatoria”, sottolineando come il tema della sicurezza debba tornare con urgenza al centro del dibattito pubblico.
«Quando un imprenditore viene colpito due volte in così poco tempo – dichiara l’on. Giuseppe Carta – non si tratta più soltanto di un attacco a una singola attività, ma di un segnale che riguarda l’intera città. In momenti come questi è fondamentale che le istituzioni siano presenti, unite e riconoscibili, affinché nessuno si senta isolato».
Nonostante la gravità del momento, la nota del gruppo politico ribadisce la “piena fiducia nel lavoro delle forze dell’ordine e delle autorità competenti“, che sono già al lavoro per fare luce su questa inquietante sequenza di attentati. Tuttavia, Carta e Bordone ritengono indispensabile mantenere alta l’attenzione istituzionale: la vicinanza alle vittime non deve essere solo formale, ma “concreta e costante”.
L’analisi di Grande Sicilia si allarga al contesto economico. In una fase delicata e complessa per l’economia siracusana, episodi del genere rischiano di scoraggiare chi investe e crea occupazione. «Questi episodi devono trovare una risposta corale, fondata su legalità, fiducia e responsabilità condivisa – conclude la nota –. Difendere chi lavora significa difendere il futuro della città».











