Il presidente Amenta chiede un cambio di strategia: “Basta emergenze, investire in prevenzione e pianificazione territoriale”
I Comuni siciliani chiedono un intervento strutturale dello Stato per affrontare i danni causati dal maltempo che ha colpito l’isola. Paolo Amenta, presidente di Anci Sicilia, è intervenuto oggi in audizione alla commissione Ambiente della Camera dei Deputati per illustrare le conseguenze degli eventi meteorologici estremi e le necessità dei territori.
“Gli eventi meteorologici estremi che hanno colpito la Sicilia hanno messo ancora una volta i Comuni in prima linea nella gestione dell’emergenza, spesso in condizioni di forte carenza di risorse e personale”, ha dichiarato Amenta davanti ai deputati. Il presidente dell’associazione dei Comuni siciliani ha sottolineato come sia ormai indispensabile “passare da una logica emergenziale a una strategia strutturale di prevenzione”.
Le mareggiate e le forti precipitazioni hanno interessato in particolare la fascia ionica della Sicilia, dal messinese fino al ragusano, passando per le province di Catania e Siracusa. I fenomeni atmosferici hanno provocato danni ingenti a infrastrutture, servizi essenziali e attività economiche, con gravi ripercussioni sulle comunità locali.
Secondo le prime stime presentate da Amenta, i danni complessivi ammontano a circa 2 miliardi di euro. Una cifra che testimonia la portata dell’emergenza e la necessità di interventi immediati.
“Il carattere eccezionale di questi eventi si innesta su una fragilità strutturale del territorio, dovuta anche a scelte urbanistiche non sempre coerenti, alla scarsa manutenzione del reticolo idrografico e all’abbandono delle aree interne”, ha spiegato il presidente di Anci Sicilia.
Nel suo intervento, Amenta ha indicato la strada da seguire per affrontare le criticità emerse. La priorità è dotare i Comuni degli strumenti di pianificazione urbanistica necessari, a partire dai Piani urbanistici generali e dai Piani di utilizzo del demanio marittimo.
Il presidente ha inoltre sollecitato la piena attuazione dei decreti previsti per il contrasto ai cambiamenti climatici, evidenziando come senza un quadro normativo completo i territori restino esposti a rischi sempre maggiori.
Le richieste rivolte al Parlamento e al Governo sono chiare: ristori adeguati per cittadini e imprese colpite, risorse aggiuntive per i Comuni chiamati a gestire l’emergenza, interventi sulle infrastrutture viarie e ferroviarie danneggiate, rafforzamento della protezione civile e potenziamento delle attività di prevenzione.
“Occorre uno sforzo finanziario ulteriore da parte dello Stato”, ha ribadito Amenta, sottolineando come gli stanziamenti ordinari non siano sufficienti a coprire le necessità dei territori.
Il presidente di Anci Sicilia ha concluso il suo intervento manifestando la piena disponibilità dell’associazione al dialogo con le istituzioni. “Anci Sicilia è pronta a collaborare con Parlamento, Governo e Regione per costruire un quadro organico di interventi”, ha dichiarato.
L’appello è a superare la gestione emergenziale che caratterizza da troppo tempo la risposta ai fenomeni meteorologici estremi. “Senza investimenti nella prevenzione, nella pianificazione e nella capacità amministrativa, i nostri territori continueranno a essere esposti a rischi crescenti”, ha concluso Amenta.










