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Arte e mecenatismo, apre alla GAM di Palermo la mostra sui van Biesbroeck

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Dal 21 marzo al 17 maggio 2026, la Galleria d’Arte Moderna ospita un’importante esposizione dedicata al pittore e scultore belga. Al centro del percorso ci sono 18 nuove opere donate al Comune dagli eredi Alioto-La Manna

La grande arte internazionale torna protagonista nel capoluogo siciliano con un evento che celebra non solo il talento, ma anche il nobile spirito del mecenatismo cittadino. Sabato 21 marzo 2026, le prestigiose sale della Galleria d’Arte Moderna (GAM) apriranno le porte all’attesa mostra sui van Biesbroeck a Palermo, intitolata “I van Biesbroeck a Palermo. Dalla collezione Alfano alla donazione Alioto – La Manna”.

L’iniziativa è promossa dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Palermo e curata da Mauro Bassi. L’organizzazione è affidata a Civita Sicilia, che si avvale del prezioso sostegno della Fondazione Sicilia e del Museo Diocesano di Freising (Monaco di Baviera). L’esposizione sarà visitabile fino al prossimo 17 maggio 2026.

Il cuore pulsante del percorso espositivo è rappresentato da 18 opere di Jules-Pierre van Biesbroeck. Questi capolavori sono stati generosamente donati al Comune di Palermo dagli eredi dei coniugi Alioto-La Manna, i quali a loro volta le avevano acquistate dal noto collezionista Edoardo Alfano. Oggi, questi lavori entrano ufficialmente e definitivamente a far parte del patrimonio artistico della GAM.

L’esposizione si snoda attraverso tre sezioni tematiche ben distinte, ideate per approfondire:

  • Le figure dei protagonisti di questo affascinante episodio artistico e collezionistico.

  • Le correnti culturali che animarono la fondazione stessa della Galleria nel 1910.

  • I principali nuclei tematici che hanno guidato la formazione delle collezioni museali cittadine.

L’evento odierno si ricollega idealmente al recente passato del museo. Esattamente a dieci anni di distanza dalla mostra “Julius van Biesbroeck – un fiammingo a Palermo nel primo Novecento” (curata da Gioacchino Barbera), questa nuova esposizione indaga ulteriormente l’opera del pittore e scultore belga e le sue profonde connessioni con la città. Si aggiunge così un fondamentale tassello per comprendere meglio un illustre protagonista della grande stagione del Simbolismo europeo.

Il fil rouge che lega l’artista alla storia cittadina è proprio il suo soggiorno palermitano, vissuto insieme al padre. Un periodo che coincise con una fortunata stagione del collezionismo locale, in cui si affermò un gusto estetico raffinato e nacquero processi di mecenatismo virtuoso che sono, ancora oggi, alla base delle più illustri collezioni pubbliche e private siciliane.

L’odierna donazione della famiglia La Manna non è un gesto isolato, ma si inserisce in un meccanismo virtuoso dal passato illustre. Costituisce, infatti, la naturale prosecuzione della storica donazione fatta alla Galleria nel 1918 dall’avvocato Edoardo Alfano.

Il nuovo evento espositivo, dunque, crea un costante e affascinante dialogo visivo: le opere di recente acquisizione vengono messe a confronto sia con i capolavori incamerati oltre un secolo fa, sia con l’intero percorso museale permanente dedicato al Novecento. Un’occasione imperdibile per offire al pubblico una lettura a 360 gradi della vibrante Palermo d’inizio secolo, una capitale culturale all’epoca perfettamente integrata nei principali circuiti artistici italiani e d’Oltralpe.

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