siracusapress.it
Caro carburante

Proteste degli agricoltori alla portineria Isab Sud, tra disillusione e amarezza

siracusapress.it

condividi news

Sotto un cielo plumbeo e una pioggia battente che non ha dato tregua, il mondo agricolo del siracusano è tornato a far sentire la propria voce: “Da giorno 8 aprile rischio gasolio oltre i 2,50 euro al litro”

Questa mattina, il presidio dei trattori si è concentrato davanti alla portineria Isab Sud di Priolo, snodo simbolo dell’energia e, paradossalmente, della crisi che sta mettendo in ginocchio le aziende del territorio.

A guidare la mobilitazione è ancora una volta Massimo Blandini, volto già noto per le recenti battaglie sulla siccità, che ha radunato i mezzi agricoli per denunciare un’emergenza non più rimandabile: l’impennata dei costi del gasolio. Sebbene l’affluenza non sia stata massiccia – frenata in parte dal maltempo e in parte dalla necessità degli allevatori di non abbandonare le stalle nelle prime ore del mattino – la determinazione di chi è sceso in strada resta incrollabile.

Il malumore tra i presenti è tangibile. Gli agricoltori si sentono stretti in una morsa tra costi di produzione fuori controllo e ricavi sempre più esigui. Carlo Leone, allevatore di Palazzolo Acreide, spiega con pragmatismo le ragioni della protesta:

“In Sicilia i trasporti avvengono tutti su gomma e col prezzo del carburante alle stelle la situazione è insostenibile. Considerate che il giorno 7 finisce lo sconto sulle accise: dal giorno 7 in poi il carburante andrà a 2,50 €/l. Ci sarà un aumento indiscriminato e impressionante dei prezzi al supermercato.”

Leone sottolinea poi il paradosso dei rincari: “Oggi abbiamo il prezzo agevolato a 1,52 €. È impossibile. In 24 ore abbiamo avuto un aumento del 60%, ormai si è perso il conto. Si andrà a comprare prodotto scadente extra-UE e ci avveleneremo tutti.”

Dello stesso avviso è Marcello Guastella, agricoltore arrivato da Santa Croce Camerina, che punta il dito contro l’indifferenza delle istituzioni:

“I centri decisionali sono così distanti da noi e sordi… risultati non ne abbiamo avuto, quindi la gente si è scoraggiata. Ma noi ci saremo, anzi rilanceremo. La politica si è avvitata su se stessa: parla di tutto tranne che dei problemi delle famiglie. C’è un corto circuito in tutto.”

La protesta di Priolo non è solo una questione di categoria, ma una battaglia che tocca la tavola di ogni cittadino. Il timore è che l’agricoltura di qualità siciliana venga spazzata via da logiche di mercato al ribasso. Giovanni Arato, agricoltore di Pozzallo, lancia un allarme sociale:

“Molte famiglie sono al collasso. Chi deve mantenere tre o quattro figli con uno stipendio, come fa a permettersi di comprare il bio? Deve sfamare la famiglia e quindi va alle catene dove c’è l’importazione di porcherie. È un meccanismo che hanno voluto loro: il caro carburante e le famiglie che non possono più permettersi i nostri prodotti.”

Nonostante la pioggia abbia reso difficile la mattinata, il messaggio lanciato dalla portineria Isab è arrivato forte e chiaro fino a Palermo e Roma. Gli agricoltori chiedono interventi immediati: il ripristino pieno delle agevolazioni sulle accise e misure strutturali per contrastare la speculazione energetica. Le risposte, a questo punto, non possono più tardare.

Primo Piano

ULTIMA ORA

CULTURA

EVENTI

invia segnalazioni