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L'ipotesi

Crisi energetica, l’Ue avverte: «Possibile il razionamento dei carburanti». Riflettori puntati su Priolo

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Scorte per un mese e rischio export: ecco perché la provincia di Siracusa è l’asset strategico (e vulnerabile) dell’Italia

Lo spettro dell’austerity anni ’70 torna ad aggirarsi per l’Europa. Il Commissario UE all’Energia, Dan Jorgensen, ha lanciato un monito senza precedenti: il razionamento dei carburanti è un’ipotesi concreta. Se Paesi come la Slovenia hanno già introdotto tetti di 50 litri al giorno per i privati, l’Italia guarda con apprensione ai propri depositi.

In questo scenario, la provincia di Siracusa, con il polo petrolchimico di Priolo, diventa il cuore pulsante (e il nervo scoperto) della strategia energetica nazionale.

Mentre giganti come Francia e Germania soffrono per aver dismesso gran parte della propria capacità di raffinazione, l’Italia gode di un vantaggio competitivo grazie ai suoi impianti. Come spiegato da Gianni Murano (presidente Unem) al Corriere della Sera, importare greggio da raffinare è strategicamente più sicuro che importare prodotti finiti.

Tuttavia, il polo di Priolo, gestito da colossi del trading globale come Trafigura, vive un paradosso: pur producendo enormi quantità di gasolio, queste potrebbero essere vincolate da contratti internazionali. Il rischio è che il diesel “fatto in casa” a Siracusa prenda la via dell’estero proprio mentre i distributori locali rimangono a secco.

I numeri della crisi: scorte e prezzi

La situazione italiana, seppur migliore rispetto al resto d’Europa, presenta criticità immediate:

  • Gasolio: Le scorte attuali coprono circa un mese di consumi nazionali.

  • Benzina: Al momento non si registrano criticità di approvvigionamento.

  • GPL: È il vero punto debole, con l’80% del prodotto importato e prezzi raddoppiati (da 525 a 850 dollari a tonnellata).

  • Caro-prezzi: Senza il taglio delle accise (prorogato al 1° maggio), il diesel sfiorerebbe i 2,34 euro al litro.

Mentre l’Europa valuta il razionamento, il resto del mondo ha già iniziato ad applicare misure drastiche:

  • Slovenia: Limite di 50 litri per i privati e 200 per le imprese.

  • Egitto: Luci pubbliche ridotte e chiusura di bar e ristoranti alle ore 21:00.

  • Corea del Sud: Limitazioni all’uso dell’auto per i dipendenti pubblici.

  • Filippine: Settimana lavorativa corta (4 giorni) per ridurre gli spostamenti.

Un’altra criticità riguarda il carburante per aerei. L’ultimo carico significativo per l’Europa è atteso per il 9 aprile. Se le scorte dovessero esaurirsi, il traffico aereo — fondamentale per il turismo nel sud-est siciliano — subirebbe una drastica contrazione. Bruxelles sta valutando di modificare le normative per importare cherosene dagli Stati Uniti, ma i tempi tecnici rimangono un’incognita.

Per il polo di Priolo, la sfida dei prossimi mesi sarà garantire il bilanciamento tra gli impegni commerciali esteri e il fabbisogno del mercato interno, in un momento in cui l’energia è diventata la merce più preziosa e contesa.

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