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Cessione ISAB a Ludoil, dubbi dal centrosinistra “Nessun giubilo, vogliamo garanzie”

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Partito Democratico e Sinistra Futura intervengono sull’acquisizione del 51% della raffineria. Preoccupano il destino dell’indotto e il ruolo dei trader esteri. E in città scoppia l’emergenza miasmi

L’annuncio dell’acquisizione del 51% della raffineria ISAB da parte dell’italiana Ludoil Energy (con Goi Energy che manterrà il 49%) scuote il panorama politico e sindacale siracusano. Se l’operazione sancisce la nascita del più grande operatore energetico privato italiano, sul territorio si moltiplicano gli interrogativi. A sollevare dubbi sulla reale portata industriale dell’accordo sono il Partito Democratico cittadino e Sinistra Futura Sicilia, che chiedono a gran voce trasparenza e tutele.

Il PD: “Un’opportunità, ma servono risposte chiare”

Per l’avvocato Matilde Di Giovanni, segretaria cittadina del PD, l’operazione può rappresentare un’opportunità di rilancio, ma solo se “accompagnata da investimenti concreti e da una visione industriale di lungo periodo”.

Dal Partito Democratico emergono richieste specifiche:

  • Assetti e forniture: Chiarire il reale assetto decisionale e se Trafigura (colosso del trading) continuerà a esercitare un’influenza sostanziale sull’approvvigionamento di petrolio.

  • Transizione e Sicurezza: Conoscere i tempi della transizione verso biocarburanti e idrogeno, oltre alle garanzie su manutenzione e riduzione del rischio industriale.

  • Il nodo Golden Power: Comprendere le condizioni imposte dal Governo e i profili giuridici legati ai contenziosi aperti con Lukoil e Litasco.

A tal proposito, il senatore dem Antonio Nicita ha già annunciato un’interrogazione parlamentare per chiedere al Governo il coinvolgimento strutturato della Regione, dei sindacati e delle istituzioni locali in questo delicato passaggio.

A rendere ancora più teso il clima attorno al polo petrolchimico è l’emergenza ambientale registrata proprio in queste ore. Il PD segnala infatti che “da stamane (ieri, ndr) molti cittadini denunciano una forte puzza di idrocarburi”. Diverse zone di Siracusa sono state investite da miasmi intensi, con numerose allerte inviate dalla popolazione attraverso il sistema Nose. La segretaria Di Giovanni ha sollecitato un intervento immediato degli enti locali preposti al controllo.

Sinistra Futura: “L’italianità dell’azienda non è una garanzia”

Ancora più duro è l’intervento di Pippo Zappulla, Coordinatore Regionale di Sinistra Futura Sicilia, che mette in guardia dai “facili entusiasmi” legati alla bandiera tricolore della nuova proprietà.

“A quanti si lasciano andare a dichiarazioni di giubilo solo perché la società è italiana – attacca Zappulla – ricordo che anche l’Eni lo è. Questo, però, non sta impedendo di chiudere impianti, cancellare la chimica e produrre macelleria sociale tra i lavoratori dell’indotto, come dimostra la drammatica vicenda Versalis con oltre 600 operai a rischio”.

Anche Zappulla punta il dito sulle mancate garanzie relative al piano industriale e agli investimenti ecosostenibili. “Finora la politica industriale che il Governo ha tenuto per la nostra area è in larga parte fallimentare”, sottolinea l’esponente di Sinistra Futura, chiedendo che l’Esecutivo eserciti un potere di verifica serio tramite la Golden Power, imparando dagli errori di sottovalutazione commessi durante il precedente passaggio da Lukoil a Goi Energy.

“Il territorio non chiede annunci, ma trasparenza – è la sintesi condivisa dalle forze progressiste –. Non vogliamo assistere a una semplice operazione finanziaria, ma a un progetto capace di garantire occupazione, sicurezza e sviluppo”.

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