La consigliera Barbone attacca sull’affidamento per l’abbattimento delle barriere: “Atto non pubblicato, si trasmettano i documenti alla Corte dei Conti e all’Anac”
Il Consiglio comunale ha votato all’unanimità una mozione presentata dalla consigliera Alessandra Barbone, coordinatrice cittadina di Forza Italia, che solleva pesanti dubbi sulla legittimità e sulla trasparenza delle procedure adottate dall’amministrazione per il conferimento dell’incarico professionale a un tecnico esterno.
Il PEBA rappresenta uno strumento urbanistico fondamentale e obbligatorio per legge, necessario a censire gli ostacoli fisici e sensoriali sul territorio e a pianificare gli interventi per rendere accessibili a tutti gli spazi e gli edifici pubblici. Un piano di cui il capoluogo aretuseo, tuttavia, risulta ancora sprovvisto.
La consigliera Barbone ha spiegato i motivi che l’hanno spinta a chiedere una decisa inversione di rotta, evidenziando presunte irregolarità procedurali nell’affidamento firmato lo scorso dicembre:
«Nel dicembre scorso, senza prima interpellare il personale comunale come prevedono le norme, anche per ottenere un risparmio pubblico, è stato conferito un incarico ad un ingegnere. Eppure l’Amministrazione deve sempre avere preliminarmente accertato l’impossibilità oggettiva di utilizzare le risorse umane disponibili al suo interno e di tutto ciò non c’è alcuna traccia».
Un altro passaggio critico riguarda la verifica delle competenze del professionista incaricato e la pubblicità degli atti pubblici, obbligo di legge per la validità delle determine:
«Nella determina di affidamento si fa riferimento alla “comprovata esperienza” di questo ingegnere sulla materia oggetto dell’incarico, ma non si capisce da dove sia stata desunta visto che manca il suo curriculum vitae e che l’atto non è stato neppure pubblicato nella sezione Amministrazione Trasparente del Comune, come previsto dalle leggi».
La stesura del Piano richiede infatti competenze multidisciplinari che spaziano dall’urbanistica all’ascolto sociale. Solitamente, tali compiti vengono affidati a professionisti con almeno dieci anni di iscrizione all’albo e con una comprovata e specifica formazione nell’ambito della progettazione inclusiva.
Con l’approvazione unanime della mozione, il Consiglio comunale impegna l’amministrazione a fare piena luce sui criteri di scelta del tecnico e sul mancato rispetto delle norme sulla trasparenza. La delibera d’aula ha inoltre stabilito un passaggio formale drastico:
«È stato anche disposto che tutti gli atti siano trasmessi alla Procura Generale presso la Corte dei Conti della Regione Siciliana e all’Autorità Nazionale Anticorruzione».










