L’avvocato Giovanni Randazzo invia una diffida all’Ente: “Il mare rischia di sommergere tutto entro pochi decenni, ripristino dell’argine costiero del tutto escluso dagli interventi”
Un finanziamento milionario che invece di rassicurare le associazioni ambientaliste ne accende la protesta. La proposta progettuale presentata dal Libero Consorzio Comunale di Siracusa per la riqualificazione della Riserva Naturale Orientata Fiume Ciane e Saline è stata inserita nella graduatoria provvisoria dei Fondi FESR 2021-2027 con un importo ammissibile pari a 5.510.080,00 euro.
Quella che all’apparenza sembrerebbe una svolta per un’area protetta da decenni in stato di grave abbandono, nasconde invece nodi critici irrisolti. L’associazione “Porto di Siracusa – Anna Maria Lepik”, presieduta dall’avvocato Giovanni Randazzo, ha inviato una dettagliata lettera aperta ai vertici dell’ex Provincia, contestando punto su punto le scelte tecniche ed economiche contenute nel piano strategico.
Il punto di maggiore attrito riguarda la totale assenza di opere a difesa della linea di costa. Gli stessi documenti allegati al progetto attestano che, in base alle proiezioni climatiche, la foce del Ciane rischia di essere invasa dal mare fino a un chilometro verso l’entroterra, con l’azzeramento definitivo delle saline storiche, già arretrate di circa 70 metri.
Nonostante l’evidenza scientifica e le reiterati richieste delle sigle ambientaliste (Comitato Parchi, Italia Nostra, LIPU, Legambiente), la ricostruzione dell’argine distrutto negli anni ’80 – che separava le vasche dal mare aperto – non è stata inserita tra le opere da finanziare.
«Come mai la proposta del Libero Consorzio non ha contemplato il rifacimento di tale opera di contenimento dell’invasione marina, che appare prioritario rispetto a ogni altro intervento? – incalza il presidente dell’associazione, l’avvocato Giovanni Randazzo –. Nel precedente bando PO FESR 2014-2020 l’Ente aveva chiesto risorse proprio per stabilizzare il tombolo costiero. Perché oggi questa priorità è sparita dai Piani di spesa?».
A destare le perplessità degli ambientalisti sono anche i singoli capitoli di spesa inseriti nel dossier finanziato dalla Regione Siciliana:
-
Un incubatoio ittico costoso: Oltre la metà dell’intero budget (circa 3 milioni di euro tra ristrutturazione e gestione) verrebbe assorbito dalla realizzazione di un’avannotteria nell’ex impianto di sollevamento di Contrada Mezzabotte, un’opera ritenuta non coerente con la mission di salvaguardia del papiro;
-
Strutture a rischio crollo: Prevista una spesa di 150.000 euro per la creazione di un “Museo del Sale” all’interno della “Casa della Salina”, immobile in gran parte crollato per l’erosione marina e privo di difese dalle mareggiate;
-
Specie invasive e vegetazione: Incompleti appaiono gli interventi per liberare il corso del fiume dalle canne (arundo donax) e dall’acacia orrida, la cui proliferazione sta soffocando il papiro e bloccando la fluidità delle acque.
L’associazione “Porto di Siracusa – Anna Maria Lepik” conclude sollecitando un tavolo tecnico immediato con i progettisti del Libero Consorzio per apportare le modifiche necessarie prima dell’approvazione definitiva, garantendo la trasparenza degli atti e la reale sopravvivenza della riserva naturale.










