Delicato ma deciso

Dalla vita al volante a un libro: la storia di Marco Marescalco

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Per molti un’automobile è semplicemente un mezzo di trasporto. Per Marco Marescalco, invece, ogni volante, ogni motore e ogni viaggio custodiscono un pezzo della propria storia

Da questa idea nasce “Delicato ma deciso”, il libro con cui il netino racconta la sua vita attraverso i ricordi legati alle auto che hanno accompagnato la sua famiglia.

Collaboratore amministrativo del Servizio veterinario di Noto dell’Asp di Siracusa, Marco debutta nel mondo della scrittura. Sposato con Antonella e padre di Andrea, ha deciso di mettere nero su bianco i ricordi di una vita, scegliendo un filo conduttore tanto originale quanto autentico: le automobili e i ciclomotori che hanno accompagnato il suo cammino.

Lo abbiamo incontrato per farci raccontare come nasce questo progetto.

Marco, da dove nasce il titolo “Delicato ma deciso”?

«Era una frase che ripetevo continuamente a mio figlio Andrea quando muoveva i primi passi alla guida. “Delicato ma deciso” era il mio modo per incoraggiarlo. Mai avrei immaginato che, tanti anni dopo, quelle parole sarebbero diventate il titolo del mio primo libro. Quando ho iniziato a scrivere, mi sono reso conto che rappresentavano perfettamente anche il mio modo di affrontare la vita.»

Nel libro le automobili diventano molto più di semplici mezzi di trasporto…

«Assolutamente sì. Ogni automobile racconta un periodo della mia vita. Ho voluto ricostruire la mia storia attraverso tutte le auto della mia famiglia, da quando ero bambino fino a oggi. È come se ognuna custodisse un pezzo della mia memoria.»

Non racconta solo le vostre automobili…

«Esatto. Ho costruito il libro come una doppia elica, proprio come il DNA. Da una parte ci sono le nostre macchine, quelle di famiglia. Dall’altra ci sono automobili che non sono mai state nostre ma che, in qualche modo, hanno lasciato un segno profondo nella mia vita. Penso, ad esempio, all’auto che ci accompagnò il giorno del matrimonio, al fuoristrada del viaggio di nozze oppure ai resti della Quarto Savona 15, la vettura sulla quale persero la vita gli uomini della scorta del giudice Giovanni Falcone. Sono immagini che non si dimenticano.»

Un altro protagonista del libro è la musica.

«Credo tantissimo nel potere evocativo delle canzoni. Ogni ricordo ha una colonna sonora e ho cercato di accompagnare il lettore proprio con la musica che si ascoltava in quegli anni. È un modo per far rivivere ancora meglio le emozioni di ogni episodio.»

C’è qualcosa che le è mancato durante la scrittura?

«Sì, una cosa soltanto. Mi sarebbe piaciuto avere una fotografia di ogni automobile raccontata. Purtroppo sessant’anni fa non esistevano gli smartphone e non si usciva con una macchina fotografica sempre in tasca. È un piccolo rimpianto.»

Che emozione è stata diventare scrittore?

«Bellissima. Mi sono divertito tantissimo e, soprattutto, ho scoperto una passione che non pensavo di avere. Mi avvicino alla scrittura con grande umiltà, consapevole dei miei limiti, ma posso dire che è nata una nuova parte di me.»

E adesso?

«Posso già dire che c’è un altro progetto in cantiere. Per scaramanzia preferisco non svelare nulla. Posso soltanto dire che, con l’avvicinarsi della pensione, credo proprio che scrivere diventerà uno dei miei passatempi preferiti.»

“Delicato ma deciso – La mia storia attraverso il rombo dei miei motori” è disponibile su Amazon, cercando semplicemente il nome e il cognome dell’autore.

Ma, al di là del libro, quello che Marco Marescalco consegna ai lettori è qualcosa di ancora più prezioso: la dimostrazione che i ricordi, quando vengono raccontati con il cuore, possono trasformarsi in un patrimonio da condividere.

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