Il segretario dem: “Amministratori della SAC devono andare a casa, il presidente Schifani resta silente sulla questione”
“Persone che dormono sul nastro bagagli, mamme con i bimbi piccoli sui gradini, turisti spaesati dispersi sulle aiuole esterne. Immagini come queste, assieme a quelle spettacolari sulla nuova eruzione, inondano i social e i tg di tutto il mondo. Ma è grazie all’incompetenza che un fenomeno prevedibile, quale è l’eruzione del vulcano più attivo d’Europa, diventa un evento invece catastrofico senza precedenti. Una disorganizzazione che fa proliferare le speculazioni incontrollate, con navette da e per Catania a 700 euro. E, cosa da non trascurare, oltre al danno economico anche quello di immagine della Sicilia agli occhi del mondo. Tutto questo è ascrivibile, lo ribadiamo, all’incompetenza e all’inadeguatezza della società che gestisce l’aeroporto Vincenzo Bellini e quello di Comiso, ovvero la Sac, dei suoi amministratori e di coloro che questa gestione ‘abusiva’ hanno sostenuto e continuano ad avallare, in primis la Regione siciliana, del silente governatore Renato Schifani”.
Non usa giri di parole il segretario regionale del Partito Democratico e capogruppo in commissione Trasporti alla Camera, Anthony Barbagallo, che con più atti ispettivi già nelle settimane scorse ha sollevato la questione del controllo del cda di SAC. E che oggi torna a ribadire il concetto – e una nuova interrogazione al Governo – alla luce della chiusura dello scalo catanese determinato dall’eruzione dell’Etna. Al cospetto della quale però non è stato predisposto per tempo nessun piano per la gestione e l’assistenza delle migliaia di persone sia nello scalo etneo sia in quello di Comiso. E su questo chiama anche in ballo il sistema di protezione civile regionale e lo stesso governo siciliano.
“Chiarito che se a Comiso – aggiunge – ci sono soltanto 6 piazzole di stallo e mezza aerostazione chiusa, anche questa è una gravissima responsabilità della Sac che non ha alcuna visione e prospettiva e non ha attivato alcun tipo di investimento sullo scalo ragusano dove alcune compagnie, vedi Ita e Ryanair, non sono neanche accreditate per il ritiro bagagli. Ma in casi come questi, prevedibilissimi ripeto, è necessario attivare un sistema di collegamento con le navette tra i vari aeroporti siciliani, garantire i viaggiatori e anche per scoraggiare becere speculazioni. La Sac non è in grado di farlo e per questo i suoi amministratori devono andare a casa. Ma colpisce ancora una volta – continua – lo scarso livello di tempestività con cui la Regione si è attivata. Dicono che hanno messo a disposizione navette e treni speciali. Ma non se ne è accorto nessuno, devono essere ancora in vacanza”.










