Vinci: “Albatro, la A più bella”. Il saluto di Javier Grande

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L’Albatro si congeda dalla stagione con una sconfitta. Passa Merano 32-28 ma è un ko ininfluente perché i bianconeri avevano già conquistato la matematica salvezza a Molteno sabato scorso.

Le due squadre sono scese in campo, facendo ruotare le due rose, l’Albatro ha schierato anche i giovani Cuzzupé e Rubino e mostrato anche sprazzi di bella pallamano, portandosi talvolta avanti di +3 e altre invece costretta a inseguire i meranesi che ieri avevano anche recuperato il match di campionato contro Conversano.

Ma con la mente sgombra, non è stata avvertita particolare fatica e al PalaPino Corso si è assistito ad una gara piacevole e la voglia, adesso, di resettare tutto, godersi un po’ di riposo per la lunga cavalcata (soprattutto quella di un Albatro che ha compiuto un grande inseguimento da gennaio ad oggi) e programmare la prossima stagione, sempre nella massima serie.

“La stagione è stata incredibile – ha detto coach Peppe Vinci ai microfoni di Eleven Sport -. Oggi si è concluso un ciclo iniziato tre anni fa quando riprendemmo a giocare in Serie B con promozioni in serie. Posso essere solo contento di questo gruppo e senza presunzione o togliere merito a chi c’era stato prima, questa è stata la migliore Albatro in Serie A. Perché ci sono state tante incognite dovute anche al Covid. Adesso stiamo ricostruendo un nuovo progetto a cui la società sta già lavorando. Avrei voluto chiudere con un successo ma sono contento lo stesso. Se questa squadra oggi festeggia la salvezza lo deve a chi ha giocato meno perché tutti hanno dato una mano durante gli allenamenti, alzando la qualità in settimana e permesso poi di fare questo risultato”.

Otto reti in campionato per un portiere non sono roba da poco e Javier Grande a fine gara lo rimarca: “E’ stato un 2021 ottimo per il sottoscritto e per la squadra perché dopo dicembre ci siamo ricompattati. Anche se durante l’andata eravamo sempre in partita, mancavano solo i risultati. Nel 2021 abbiamo preso più fiducia anche grazie ai risultati e giocatori che hanno fatto la differenza come Cuello, Canete e Bobicic. Siamo passati dall’avere tre punti a 22, quindi il cammino è stato esaltante. Questa mia seconda stagione a Siracusa dopo quella di qualche anno fa è stata davvero intensa. E sono contento di averla condivisa con Rubino, Nobile e Fontana, ragazzi che cresceranno tanto. Adesso tornerò in Argentina dalla mia ragazza, poi non so cosa farò, se giocherò ancora oppure farò altro”.

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