Aggiornato al 07/01/2026 - 21:36
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Etna, si ferma la colata lavica: fronte a quota 1.360 metri in raffreddamento. Aeroporto di Catania operativo

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L’INGV conferma lo stop del flusso lavico. Branca: “Area frontale in raffreddamento, attività esplosiva alla Voragine conclusa”

CATANIA, 7 gennaio 2026 – La colata lavica dell’Etna si è fermata. Il fronte della lava si trova a quota 1.360 metri ed è attualmente in fase di raffreddamento, così come l’intera porzione a monte del campo lavico. Lo ha confermato il direttore del dipartimento Vulcani dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia, Stefano Branca, dopo un sopralluogo sul fronte avanzato del vulcano.

“Il fronte della colata è fermo a quota 1.360 metri di quota ed è in raffreddamento, così come tutta la porzione a monte del campo lavico”, ha dichiarato Branca. “Fino a dove c’è visibilità non si vedono flussi in avanzamento, quindi bisognerà verificare a questo punto con i dati satellitari se ancora c’è attività nella porzione più alta in corrispondenza delle bocche effusive però. E l’area frontale attualmente è tutto in raffreddamento”.

Le condizioni meteorologiche avverse stanno tuttavia impedendo una valutazione completa dello stato di attività alle bocche effusive, rendendo necessario il ricorso ai dati satellitari per monitorare le porzioni più elevate del vulcano.

Il dato è stato confermato anche da una nota dell’INGV-Osservatorio di Catania, che sottolinea come “a causa di condizioni meteorologiche avverse, al momento non è possibile definire lo stato di attività alle bocche”. Tuttavia, il personale dell’Istituto “non ha udito boati riconducibili ad attività esplosiva sommitale, suggerendo che l’attività esplosiva alla Voragine possa essersi conclusa”.

Si tratterebbe quindi di un’importante evoluzione dell’eruzione, con la possibile cessazione dell’attività esplosiva al cratere della Voragine, uno dei quattro crateri sommitali dell’Etna.

Dal punto di vista sismico, l’ampiezza del tremore vulcanico – il dato che segnala l’energia di risalita del magma nei condotti interni dell’Etna – permane nell’intervallo dei valori medi. Le reti Gnss-Hf e clinometrica non mostrano variazioni significative, confermando una situazione di relativa stabilità del sistema vulcanico.

Questi parametri tecnici rappresentano strumenti fondamentali per i vulcanologi nella valutazione dello stato di attività del vulcano e nella previsione di eventuali evoluzioni dell’eruzione.

Allerta arancione per l’aviazione

Nonostante l’apparente tregua concessa dal vulcano attivo più alto d’Europa, l’allerta per l’aviazione, il Vona (Volcano Observatory Notice for Aviation), rimane di colore arancione, il terzo livello di allarme su una scala di quattro.

Tuttavia, l’attuale attività dell’Etna non sta impattando sull’operatività dell’aeroporto internazionale Vincenzo Bellini di Catania, che continua a funzionare regolarmente garantendo i collegamenti aerei da e per la città etnea.

Le autorità aeroportuali continuano comunque a monitorare costantemente la situazione in coordinamento con l’INGV per garantire la massima sicurezza dei voli.

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