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Auteri (DC) assolto nel processo “Qualunquemente Priolo”: “Sei anni di offese, oggi la verità”

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Il deputato regionale dopo la sentenza: “Il fatto non sussiste”. Dure parole contro chi lo ha “denigrato”: “Agli sciacalli dico vergognatevi”

Carlo Auteri, deputato regionale della Democrazia Cristiana, è stato assolto nel processo “Qualunquemente Priolo” con la formula “perché il fatto non sussiste“. Dopo sei anni dall’inizio del procedimento giudiziario, l’esponente politico ha affidato ai social un lungo sfogo contro chi lo ha “offeso e denigrato” durante questo periodo.

“Sono passati sei anni dal 2019, dalla prima sentenza del processo ‘Qualunquemente Priolo’, per chi se lo fosse dimenticato”, esordisce Auteri nel suo messaggio. Il deputato regionale ricorda come in questo lungo periodo sia stato “offeso, denigrato, indicato come l’uomo più delinquente della provincia di Siracusa“.

Auteri non risparmia parole dure verso alcuni concittadini di Sortino: “Mi rivolgo soprattutto a quei pochi concittadini di Sortino — e potrei fare nome e cognome — che hanno espresso parole di una gravità assoluta, ferendo non solo me, ma l’orgoglio e la dignità della mia famiglia“.

Il messaggio del deputato DC si fa particolarmente aspro: “A voi dico solo una cosa: il tempo è galantuomo, e prima di giudicare gli altri, guardatevi dentro, guardate la vostra coscienza”.

L’esponente della Democrazia Cristiana riserva le parole più dure a chi definisce “sciacalli“: “A quelli che hanno sempre avuto il giudizio pronto e la bocca più veloce della verità, dico: vergognatevi“.

Auteri sottolinea come “la giustizia è lenta, ma arriva. E quando arriva, mette il punto. E con quel punto azzera tutti gli sciacalli“.

Il deputato regionale conclude con un appello più generale ai cittadini: “Non giudicate mai con leggerezza, aspettate i fatti, perché sono i fatti a decidere le storie e a scrivere la verità”.

Il procedimento giudiziario che ha visto coinvolto Auteri risale al 2019 e ha attraversato diversi gradi di giudizio nell’arco di sei anni. La sentenza definitiva di assoluzione con la formula “perché il fatto non sussiste” rappresenta la conclusione di un lungo iter processuale che ha segnato profondamente la vita politica e personale del deputato.

L’assoluzione di Carlo Auteri ha inevitabili riflessi politici, considerando il ruolo dell’esponente DC nell’Assemblea Regionale Siciliana e la sua posizione all’interno del panorama politico della provincia di Siracusa.

Il deputato, che nel corso del processo ha sempre proclamato la propria innocenza, può ora rivendicare la piena riabilitazione giudiziaria dopo anni di battaglie legali.

Il messaggio di Auteri rappresenta non solo un atto di rivendicazione personale, ma anche un momento di resa dei conti con chi, secondo il deputato, lo ha giudicato precipitosamente durante il lungo iter processuale.

La formula di assoluzione “perché il fatto non sussiste” costituisce la più ampia forma di proscioglimento, attestando che i fatti contestati non sono mai avvenuti.

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