Il presidente Lombardo denuncia l’impatto sull’autotrasporto: “I rincari sono una spada di Damocle per le famiglie e per la tenuta dell’economia”
Un paradosso economico e sociale intollerabile per il territorio e per il sistema produttivo locale. La provincia di Siracusa ospita uno dei poli petrolchimici più strategici d’Europa, capace di raffinare oltre il 30% del fabbisogno energetico nazionale, ma i cittadini e le imprese di autotrasporto continuano a pagare il gasolio con listini tra i più alti d’Italia, toccando medie regionali superiori ai 2,14 euro al litro.
A sollevare il caso è la CNA FITA di Siracusa, guidata dal Presidente Francesco Lombardo, a seguito degli ultimi dati sui listini alla pompa: il diesel self-service ha raggiunto i 2,107 €/l sulla rete urbana e i 2,181 €/l in autostrada, spinto dalle forti tensioni geopolitiche nello Stretto di Hormuz.
L’associazione di categoria mette in guardia sulle ripercussioni a catena che l’esplosione dei costi logistici produrrà sui beni di prima necessità e sulla filiera alimentare:
«Siamo di fronte a un vero e proprio paradosso territoriale ed economico. Raffiniamo vicino a casa nostra quasi un terzo di tutto il carburante che muove l’Italia, subendone l’impatto ambientale e industriale, ma quando i nostri autotrasportatori vanno al distributore trovano prezzi alle stelle e nessuna compensazione. L’autotrasporto non è un settore isolato: è il primissimo anello della catena logistica. Se non si interviene subito, questi rincari saranno una vera e propria spada di Damocle per la tenuta di tutte le imprese e dei cittadini».
Alla speculazione sui prezzi si aggiunge il problema della pressione fiscale. In Italia le tasse (Accise e IVA) incidono per il 52,4% sul costo del diesel (contro il 47,9% della Francia e il 40,4% della Germania).
Inoltre, il meccanismo di calcolo per il rimborso delle accise sui veicoli pesanti (sopra le 7,5 tonnellate) ha visto il credito d’imposta quasi dimezzarsi: per un mezzo pesante con un consumo trimestrale di 9.000 litri, il recupero si è ridotto da oltre 2.000 euro a circa 1.130 euro, creando un grave cortocircuito di liquidità per le aziende di trasporto.
Le richieste di CNA FITA alle istituzioni
Per evitare la paralisi del comparto, la CNA FITA chiede un piano straordinario con interventi mirati:
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Sterilizzazione degli aumenti: bloccare le speculazioni sui listini alla pompa a livello nazionale;
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Ripristino crediti d’imposta: garantire il pieno recupero delle accise per le flotte commerciali;
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Misure perequative territoriali: introdurre compensazioni economiche concrete per la provincia di Siracusa in quanto area a forte vocazione energetica e di raffinazione.










