La donazione è stata effettuata nella sede dell’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti di Siracusa. Un gesto pensato per sostenere autonomia e sicurezza delle persone cieche e ipovedenti
Tre bastoni bianchi e un misuratore di pressione vocale. È la donazione effettuata da Corrado Protasi presso la sede dell’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti di Siracusa, con l’obiettivo di offrire strumenti concreti a supporto dell’autonomia e della sicurezza delle persone cieche e ipovedenti.
La consegna è avvenuta alla presenza del presidente e del vicepresidente dell’associazione e dell’amico Nino Cassone, in un momento all’insegna della condivisione e dell’attenzione verso le esigenze di una parte della comunità.
Si tratta di strumenti semplici, ma capaci di incidere concretamente nella quotidianità di chi li utilizzerà. Il bastone bianco rappresenta infatti un importante ausilio per muoversi con maggiore sicurezza e autonomia, mentre il misuratore di pressione vocale consente di effettuare il controllo della pressione attraverso indicazioni audio, favorendo una maggiore indipendenza.
Per Protasi, però, il significato della donazione va oltre il valore materiale degli strumenti.
«Non ho fatto semplicemente una donazione: ho scelto di esserci», è il senso del messaggio affidato al suo intervento. Un modo per sottolineare come la solidarietà possa tradursi in azioni concrete e come anche un piccolo gesto possa contribuire a migliorare la quotidianità di una persona.
Il tema centrale è quello dell’inclusione, intesa non soltanto come principio, ma come responsabilità della comunità. Mettere a disposizione strumenti che favoriscono autonomia e sicurezza significa infatti intervenire concretamente per abbattere alcune delle difficoltà che le persone cieche e ipovedenti affrontano ogni giorno.
«Non sei solo. La comunità c’è»: è questo il messaggio che Protasi ha voluto associare alla donazione, ribadendo l’importanza di una società capace di riconoscere i bisogni degli altri e di trasformare l’attenzione in gesti concreti.
Un impegno che si inserisce nel percorso di sensibilità sociale portato avanti da Protasi e che, ancora una volta, mette al centro la persona e il valore della partecipazione.
«Il vero cambiamento sociale nasce quando smettiamo di chiederci cosa possono fare gli altri e iniziamo a domandarci cosa posso fare io», sottolinea.
Da qui la scelta di continuare a dare un contributo concreto, nella convinzione che una singola iniziativa non possa cambiare il mondo, ma possa migliorare la giornata, la sicurezza e l’autonomia di qualcuno.
Al termine della consegna, Protasi ha rivolto un ringraziamento all’associazione per l’accoglienza e soprattutto per il lavoro svolto quotidianamente a fianco delle persone cieche e ipovedenti.











