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Interpellanza

Discarica di rifiuti pericolosi ad Augusta, Scerra (M5S) porta il caso al Ministro

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Il parlamentare nazionale presenta un’interpellanza sulla struttura autorizzata dalla Regione: “Un’opera a due passi dalle grandi industrie, lo Stato eserciti i suoi poteri di controllo”

Un impianto per lo smaltimento di fanghi e scarti industriali pericolosi nel cuore di uno dei complessi petrolchimici più grandi d’Europa. La complessa vicenda autorizzativa della nuova discarica ad Augusta finisce direttamente sul tavolo del governo nazionale. Il deputato siracusano del Movimento 5 Stelle, Filippo Scerra, ha depositato una interpellanza indirizzata al Ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica.

L’obiettivo dell’iniziativa parlamentare è spingere i tecnici ministeriali a valutare una profonda riforma o una revoca in autotutela del provvedimento autorizzatorio rilasciato dagli uffici della Regione Siciliana.

L’opera, fortemente contestata dalle comunità locali e dai movimenti civici, sorge in un’area già dichiarata ad alto rischio di crisi ambientale.

Il piano industriale prevede la creazione di un invaso permanente destinato a raccogliere residui chimici speciali proprio a ridosso delle infrastrutture produttive esistenti.

I dati tecnici e geografici dell’insediamento sollevati dall’atto ispettivo:

  • La localizzazione: il lotto è situato nell’area denominata “Grandi Industrie” in contrada Marcellino;

  • L’estensione: la superficie totale occupata dal cantiere è pari a 28.620 metri quadrati;

  • La destinazione d’uso: lo stoccaggio esclusivo delle ceneri e dei rifiuti prodotti dall’impianto di termodistruzione della Gespi di contrada Punta Cugno.

Il parlamentare del Movimento 5 Stelle ricorda che l’iter burocratico ha registrato forti perplessità non solo da parte dei consiglieri comunali di opposizione, ma anche da importanti realtà associative e industriali della zona.

Gli uffici di Legambiente Augusta e Natura Sicula Onlus hanno depositato precise osservazioni, ricordando che il terreno ricade interamente dentro il perimetro del Sito di Interesse Nazionale (Sin) di Priolo.

Le associazioni hanno evidenziato criticità legate alla compatibilità urbanistica, alla tutela delle falde idriche sotterranee e alla valutazione dei potenziali scenari incidentali.

Persino la multinazionale Sasol Italy, proprietaria degli stabilimenti e del parco serbatoi adiacente, ha formalizzato preoccupazioni concrete relative alla sicurezza degli impianti e alle possibili interferenze con le condotte petrolifere.

Il via libera della Regione Siciliana sotto accusa

Nonostante questo coro di pareri negativi e i dubbi sollevati nel 2022 per la mancata pubblicazione dell’iter sull’Albo Pretorio del Comune, la Regione Siciliana ha emesso un giudizio positivo di compatibilità ambientale nell’ambito del Paur (Provvedimento autorizzatorio unico regionale).

«Le prescrizioni inserite nel decreto palermitano sono del tutto insufficienti a garantire la sicurezza – spiega il deputato Filippo Scerra (M5S) –. Limitare la profondità dei piezometri o imporre monitoraggi non basta a contenere i rischi in un territorio già drammaticamente compromesso. Augusta non può continuare a fare da contenitore per impianti ad alto impatto. Il Ministero deve intervenire per evitare che si comprimano ulteriormente i diritti alla salute e alla qualità della vita dei cittadini».

L’interpellanza punta ora a fare piena luce sui controlli preventivi effettuati e a verificare se vi siano i presupposti giuridici per bloccare l’inizio dei lavori di scavo a contrada Marcellino.

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