Blitz della Guardia di Finanza e delle Dogane: «L’attività testimonia l’efficacia della sinergia operativa nel presidio dei traffici commerciali internazionali, a tutela della leale concorrenza»
Un imponente carico di olio d’oliva di qualità inferiore a quella dichiarata, pronto per essere piazzato sui mercati internazionali, è stato intercettato e bloccato prima che potesse lasciare la Sicilia. Nell’ambito del collaudato protocollo d’intesa siglato tra l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli (ADM) e la Guardia di Finanza, sono attualmente in corso fitti e mirati controlli doganali nel territorio aretuseo.
Le attività, condotte dal personale ADM di Siracusa e dai finanzieri del Comando Provinciale, sono volte a verificare il rigido rispetto della normativa vigente in materia di traffici commerciali e a garantire la piena tutela del mercato.
Il sequestro è scattato all’interno del porto di Augusta, un hub strategico per i traffici marittimi del Mediterraneo. Il personale del distaccamento locale dell’Agenzia, congiuntamente ai militari della Compagnia della Guardia di Finanza della città megarese, ha intensificato le attività di vigilanza doganale attraverso una costante e meticolosa analisi del rischio sulle tratte commerciali afferenti al terminal container.
Sulla base delle risultanze investigative emerse da questa attività di intelligence, gli operatori hanno deciso di sottoporre a un controllo doganale approfondito un container specifico in partenza per Tbilisi, la capitale della Georgia.
Al suo interno, le forze dell’ordine hanno scoperto le seguenti irregolarità:
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La merce stoccata: tra i vari bancali di prodotti pronti all’esportazione, erano presenti oltre 1.500 chili di olio d’oliva;
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La dicitura ingannevole: le confezioni recavano stampata l’indicazione di qualità merceologica “olio extravergine d’oliva”.
I forti sospetti dei finanzieri e dei funzionari doganali sulla reale qualità del prodotto agroalimentare hanno trovato un riscontro oggettivo nei successivi accertamenti tecnici. I campioni della spedizione sono stati infatti inviati ai laboratori per essere analizzati in modo scientifico.
I test eseguiti dal Laboratorio Chimico dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli/ASI di Palermo hanno consentito di appurare che il prodotto apparteneva in realtà alla meno pregiudicata categoria dell’olio “vergine”. Di conseguenza, la merce è risultata del tutto non conforme alla qualità superiore dichiarata esplicitamente in etichetta.
A fronte delle risultanze chimiche, il personale dell’Agenzia e i militari delle fiamme gialle hanno proceduto al sequestro preventivo dell’intera spedizione commerciale. Contestualmente, è scattato il deferimento alla Procura della Repubblica di Siracusa, in stato di libertà, per il titolare della società esportatrice.
L’imprenditore dovrà rispondere dei reati previsti dagli articoli 515 e 517 del Codice penale, ovvero i reati di:
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Frode nell’esercizio del commercio;
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Vendita di prodotti industriali con segni mendaci.
L’operazione di servizio condotta presso il porto di Augusta conferma il massimo impegno istituzionale nel contrasto agli illeciti economico-finanziari che danneggiano il Made in Italy. In ossequio al principio della presunzione di innocenza, si ricorda che la responsabilità penale della persona sottoposta a indagine sarà definitivamente accertata solo in presenza di una sentenza irrevocabile di condanna.







