Il vicepresidente di Italia Viva presenta a Palermo il nuovo cantiere politico in vista dell’assemblea di Milano. Garozzo: “Auspico un sindaco donna e pragmatico a Siracusa”
Un nuovo contenitore politico per riempire lo spazio al centro e costruire un’alternativa all’attuale governo regionale. Davide Faraone, vicepresidente nazionale di Italia Viva, ha battezzato lo scorso 10 gennaio a Palermo la nascita di “Casa Riformista”. L’annuncio è arrivato a margine dell’assemblea regionale del partito, tappa di avvicinamento all’appuntamento nazionale previsto a Milano dal 17 gennaio.
“Oggi parte il cantiere della Casa Riformista – ha spiegato Faraone – uno spazio al centro del centrosinistra in cui aggregheremo tutte le forze di buonsenso”. L’obiettivo dichiarato è creare una coalizione capace di vincere e di proporre programmi alternativi a quelli che l’esponente renziano definisce “i disastrosi governi Schifani e Meloni”. Secondo Faraone, l’attuale esecutivo ha fallito le promesse su sicurezza, riduzione delle tasse e infrastrutture. “Il centrosinistra deve essere credibile, selezionando una classe dirigente che non sappia dire soltanto dei no”.
Il progetto non sarà solitario. Faraone ha svelato i nomi delle forze politiche con cui è già aperto il dialogo: dal Partito Socialista a Progetto Civico Italia, fino a +Europa e al movimento Drin Drin. La porta è aperta anche agli astensionisti e ai delusi del centrodestra che cercano “una forza tranquilla e credibile”.
Il passaggio più duro dell’analisi politica riguarda però gli avversari interni all’area moderata. Faraone scommette sulla crisi dei partiti centristi che oggi sostengono la maggioranza regionale: “Credo che il centro e il centrodestra si stiano disgregando. La Dc è scomparsa ed è destinata sempre più ad estinguersi e la stessa cosa sta accadendo all’Mpa“. La conclusione è netta: “Il centro del centrodestra non esiste più, noi puntiamo ad attrarre anche quel mondo”. Al tavolo dei relatori era presente anche l’ex sindaco di Siracusa, Giancarlo Garozzo, che abbiamo sentito.
Intervista a Giancarlo Garozzo
Giancarlo Garozzo, Davide Faraone ha presentato lo scorso 10 gennaio un nuovo progetto politico, “Casa riformista”. L’attenzione verso il centro e quindi i moderati è ormai trasversale, è lì che bisogna guardare in Sicilia per convincere gli astensionisti a tornare a votare?
Sabato abbiamo presentato un progetto che ha l’ambizione di fare sintesi con altre realtà politiche italiane Partito Socialista, Progetto Civico Italia di Onorato, +Europa, più uno di Ruffini e altra realtà sparse per l’Italia con cui si sta dialogando. Progetto che punta a creare e rendere forte il centro del centrosinistra. Crediamo che i fallimenti del centrodestra, sia a livello nazionale che regionale, trovino una giusta risposta in un centrosinistra che sia plurale e che possa rappresentare davvero tutto il paese. E senza il centro questo non può avvenire.
Spostiamoci a Siracusa, crede che ci siano margini in questo senso anche in provincia, notoriamente “conservatrice”, magari proprio tra i democristiani “delusi” dalla vicenda Cuffaro?
Guardi casa riformista desta grande interesse, diversi sono i contatti di persone interessate al progetto, sia del mondo della società civile sia tra gli addetti ai lavori, non è un mistero che puntiamo all’elettorato moderato siciliano, persone deluse che magari votavano DC, Mpa o FI. A Siracusa nello specifico, per non eludere alla sua domanda, non abbiamo avuto contatti con componenti della Dc.
Escludo una mia candidatura a Sindaco, mi piacerebbe però avere a Siracusa per la prima volta un Sindaco donna, magari una professionista con una buona dose di pragmatismo. Ma al di là del sesso quello che conta sarà il programma e la capacità aggregativa, auspico che nel centrosinistra ci siano le condizioni per centrare l’obiettivo. Dopo il disastro degli ultimi anni, ne ha bisogno Siracusa.








