Aggiornato al 12/01/2026 - 11:46
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Faraone lancia “Casa Riformista”, Garozzo: “Puntiamo all’elettorato moderato, ma escludo mia ricandidatura”

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Il vicepresidente di Italia Viva presenta a Palermo il nuovo cantiere politico in vista dell’assemblea di Milano. Garozzo: “Auspico un sindaco donna e pragmatico a Siracusa”

Un nuovo contenitore politico per riempire lo spazio al centro e costruire un’alternativa all’attuale governo regionale. Davide Faraone, vicepresidente nazionale di Italia Viva, ha battezzato lo scorso 10 gennaio a Palermo la nascita di “Casa Riformista”. L’annuncio è arrivato a margine dell’assemblea regionale del partito, tappa di avvicinamento all’appuntamento nazionale previsto a Milano dal 17 gennaio.

“Oggi parte il cantiere della Casa Riformista – ha spiegato Faraone – uno spazio al centro del centrosinistra in cui aggregheremo tutte le forze di buonsenso”. L’obiettivo dichiarato è creare una coalizione capace di vincere e di proporre programmi alternativi a quelli che l’esponente renziano definisce “i disastrosi governi Schifani e Meloni”. Secondo Faraone, l’attuale esecutivo ha fallito le promesse su sicurezza, riduzione delle tasse e infrastrutture. “Il centrosinistra deve essere credibile, selezionando una classe dirigente che non sappia dire soltanto dei no”.

Il progetto non sarà solitario. Faraone ha svelato i nomi delle forze politiche con cui è già aperto il dialogo: dal Partito Socialista a Progetto Civico Italia, fino a +Europa e al movimento Drin Drin. La porta è aperta anche agli astensionisti e ai delusi del centrodestra che cercano “una forza tranquilla e credibile”.

Il passaggio più duro dell’analisi politica riguarda però gli avversari interni all’area moderata. Faraone scommette sulla crisi dei partiti centristi che oggi sostengono la maggioranza regionale: “Credo che il centro e il centrodestra si stiano disgregando. La Dc è scomparsa ed è destinata sempre più ad estinguersi e la stessa cosa sta accadendo all’Mpa. La conclusione è netta: “Il centro del centrodestra non esiste più, noi puntiamo ad attrarre anche quel mondo”. Al tavolo dei relatori era presente anche l’ex sindaco di Siracusa, Giancarlo Garozzo, che abbiamo sentito.

Intervista a Giancarlo Garozzo

Giancarlo Garozzo, Davide Faraone ha presentato lo scorso 10 gennaio un nuovo progetto politico, “Casa riformista”. L’attenzione verso il centro e quindi i moderati è ormai trasversale, è lì che bisogna guardare in Sicilia per convincere gli astensionisti a tornare a votare?

Sabato abbiamo presentato un progetto che ha l’ambizione di fare sintesi con altre realtà politiche italiane Partito Socialista, Progetto Civico Italia di Onorato, +Europa, più uno di Ruffini e altra realtà sparse per l’Italia con cui si sta dialogando. Progetto che punta a creare e rendere forte il centro del centrosinistra. Crediamo che i fallimenti del centrodestra, sia a livello nazionale che regionale, trovino una giusta risposta in un centrosinistra che sia plurale e che possa rappresentare davvero tutto il paese. E senza il centro questo non può avvenire.

Spostiamoci a Siracusa, crede che ci siano margini in questo senso anche in provincia, notoriamente “conservatrice”, magari proprio tra i democristiani “delusi” dalla vicenda Cuffaro?

Guardi casa riformista desta grande interesse, diversi sono i contatti di persone interessate al progetto, sia del mondo della società civile sia tra gli addetti ai lavori, non è un mistero che puntiamo all’elettorato moderato siciliano, persone deluse che magari votavano DC, Mpa o FI. A Siracusa nello specifico, per non eludere alla sua domanda, non abbiamo avuto contatti con componenti della Dc.

Mancherebbe ancora del tempo, ma già il tema della “successione” del Vermexio sta diventando attuale: pensa di provare nuovamente in prima persona e, in caso contrario, ha almeno in mente l’identikit di chi potrebbe guidare la città nel prossimo futuro?

Escludo una mia candidatura a Sindaco, mi piacerebbe però avere a Siracusa per la prima volta un Sindaco donna, magari una professionista con una buona dose di pragmatismo. Ma al di là del sesso quello che conta sarà il programma e la capacità aggregativa, auspico che nel centrosinistra ci siano le condizioni per centrare l’obiettivo. Dopo il disastro degli ultimi anni, ne ha bisogno Siracusa.

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