Il sindaco difende la governance sul bando da un miliardo e svela i retroscena dei fondi FESR: “Ben venga l’accesso agli atti, si vedrà che tre progetti su quattro scartati sono del Comune di Avola”
Il sindaco di Siracusa e presidente dell’Assemblea Territoriale Idrica, Francesco Italia, è intervenuto nuovamente per rispondere alle accuse del parlamentare di FdI sul bando nazionale SFNIISSI e sui fondi regionali FESR 2021-2027.
Il primo cittadino ha accolto con favore l’annunciato accesso agli atti da parte del deputato di Fratelli d’Italia, Luca Cannata, definendolo uno strumento di trasparenza utile a separare la propaganda dalla realtà dei fatti.
Secondo Italia, la polemica politica starebbe deliberatamente sacrificando la precisione dei testi amministrativi sull’altare della ricerca di titoli a effetto.
La replica del presidente dell’Ati si concentra sulla natura giuridica del bando miliardario per il Mezzogiorno, smentendo che l’esclusione sia imputabile a una colpa dei sindaci della governance.
I nodi tecnici del bando SFNIISSI spiegati da Francesco Italia:
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I soggetti ammissibili: l’avviso ministeriale individuava come unici partecipanti le imprese e i gestori accreditati iscritti al Registro delle Imprese, non gli enti pubblici di programmazione;
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Il ruolo dell’ente: il compito assegnato all’ATI era unicamente quello di aggiornare il Piano Economico Finanziario e il Piano d’Ambito per supportare la candidatura del gestore;
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L’assurdità dell’accusa: accusare l’ente pubblico di non aver partecipato direttamente a una misura riservata alle società industriali equivale a rimproverare un arbitro di calcio per non aver segnato un gol.
Il sindaco Italia sposta poi l’attenzione sui finanziamenti europei della Regione Siciliana, rispedendo al mittente le accuse di scarsa assistenza tecnica ai comuni della provincia per la gestione idrica Siracusa.
La presidenza dell’Ati rivela di aver invitato formalmente tutti i municipi, già da giugno 2025, a verificare la coerenza dei progetti e a sanare le lacune documentali.
Un secondo sollecito scritto era stato inviato a ottobre 2025, avvertendo che la mancanza di allegati essenziali avrebbe comportato l’esclusione automatica delle istanze da parte degli uffici di Palermo.
«Molte delle amministrazioni oggi escluse sono le stesse che hanno disertato gli incontri di coordinamento organizzati per evitare errori – attacca il sindaco Francesco Italia –. Sarà un caso, ma tre dei quattro progetti definitivi esclusi dalla graduatoria regionale erano stati presentati proprio dal Comune di Avola, per un danno economico di circa 4 milioni di euro».
Il peso della frammentazione dei vecchi acquedotti comunali
La governance dell’Ati difende l’innegabile attività di accompagnamento istituzionale che ha permesso comunque la presentazione complessiva di circa venti istanze tra il comparto idrico e quello fognario-depurativo.
Il disordine e le carenze documentali riscontrate non sarebbero figli dell’Ati, ma del vecchio e frammentato sistema di gestioni dirette dei singoli comuni, che si conferma del tutto inefficiente sul piano della progettazione complessa.
Le carte amministrative, conclude il primo cittadino, spazzeranno via le narrazioni politiche di questi giorni. L’accesso ai documenti del bando dimostrerà chiaramente chi ha adempiuto ai propri doveri istituzionali e chi ha preferito sostituire lo studio delle delibere con i comunicati stampa.










