sequestro crescimone sircusapress

Mafia, sequestrati beni a Pietro Crescimone del clan “Pinnintula”

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Terreni, autoveicoli e diversi conti correnti bancari sono stati sequestrati oggi a Pietro Crescimone, 59 anni, pregiudicato di Siracusa, ritenuto tra gli esponenti della malavita locale maggiormente in ascesa negli ultimi anni. Il provvedimento di sequestro è stato emesso dalla Sezione misure di prevenzione del tribunale di Catania, su richiesta congiunta del Procuratore delle Repubblica di Catania e del Questore di Siracusa, ed è stato eseguito nella mattinata dagli uomini della divisione anticrimine e della squadra mobile siracusana.

Tra i beni sequestrati, tre vasti appezzamenti di terreno, una motocicletta, un autocarro, un’autovettura di pregio oltre che vari rapporti bancari e postali intestati o riconducibili a Crescimone o alla moglie. L’azione di restrizione patrimoniale della magistratura segue l’attività di indagine che avrebbe dimostrato la sussistenza di una pericolosità sociale “generica” e “qualificata” di Pietro Crescimone che negli ultimi anni ha fatto registrare un cambio di passo della propria attività criminale con il presunto patto sancito con Angelo Monaco, elemento di spicco dell’organizzazione mafiosa Trigila – Pinnintula di Noto.

Una collaborazione che avrebbe portato Crrescimone a diventare un punto di riferimento del narcotraffico locale come ha dimostrato il suo arresto con 71 chili di hashish o il coinvolgimento nella imponente operazione della squadra mobile, “Vecchia Maniera”. Fatti che, per gli investigatori, hanno certificato la scalata criminale di Pietro Crescione, che avrebbe ormai assunto un ruolo di assoluto rilievo nei ranghi del clan dei “Pinnintula”, nell’ambito del narcotraffico delle estorsioni e in un contesto associativo di stampo mafioso.

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