Il Comune avvia le attività finanziate dal Ministero del Lavoro attraverso il Fondo sociale europeo per favorire integrazione, formazione e coesione sociale nella comunità caminante con il coinvolgimento di scuole, enti pubblici e associazioni
Un progetto “rom, sinti e caminanti”, finanziato dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali attraverso il Fondo sociale europeo plus. L’iniziativa, elaborata dall’Ufficio Piano del Distretto 46 di Noto, è stata presentata oggi dal Comune di Noto e si propone di favorire l’inclusione e l’integrazione di bambini, bambine e adolescenti appartenenti alla comunità dei caminanti della città.
Il progetto avrà una durata triennale e coinvolgerà minori e famiglie con l’obiettivo di promuovere partecipazione attiva, formazione e coesione sociale. L’intervento si basa su un modello di lavoro di rete che prevede la collaborazione tra enti pubblici, associazioni del terzo settore e istituti scolastici, per costruire insieme una comunità sempre più aperta, solidale e inclusiva.
L’Amministrazione comunale ha sottolineato come l’inclusione non rappresenti un punto di arrivo, ma un impegno quotidiano che richiede azioni concrete e continuative. Il progetto si inserisce in questa visione con l’intento di valorizzare le differenze, promuovere le competenze e investire sul futuro di tutti i cittadini.
Le attività programmate mirano a creare percorsi di integrazione che passano attraverso l’educazione, la formazione e il sostegno alle famiglie. La scelta di lavorare in rete con diverse realtà del territorio nasce dalla consapevolezza che solo attraverso la collaborazione tra soggetti diversi è possibile costruire interventi efficaci e duraturi.
Il Distretto 46 di Noto, che ha curato l’elaborazione del progetto, ha individuato nella comunità caminante locale un gruppo su cui concentrare gli sforzi per favorire percorsi di emancipazione sociale e culturale. Gli istituti scolastici avranno un ruolo centrale nell’attuazione del progetto, configurandosi come luoghi privilegiati per l’incontro, il confronto e la costruzione di relazioni tra culture diverse. Il coinvolgimento delle associazioni del terzo settore garantirà inoltre una presenza capillare sul territorio e un’attenzione particolare ai bisogni specifici delle famiglie coinvolte.








