Il responsabile del Settore Finanziario del Comune, Vincenzo Blundo, ha consegnato al sindaco Gambuzza e all’assessore al Bilancio Mallia una relazione tecnica che raccomanda di non aderire
Per il responsabile del settore Finanzio del Comune, Vincenzo Blundo, l’ente municipale non è nelle condizioni per potere aderire alla rottamazione quinquies. Questo quanto emerge da una relazione che Blundo ha indirizzato al sindaco, Giuseppe Gambuzza, e all’assessore al bilancio Tina Mallia. Un documento tecnico che mette nero su bianco le ragioni per cui, per un ente in dissesto come Pachino, aderire alla definizione agevolata dei tributi comporterebbe più rischi che vantaggi.
La rottamazione quinquies consente agli enti locali di offrire ai contribuenti la possibilità di saldare i debiti tributari con uno sconto su sanzioni e interessi maturati nel tempo. La legge non distingue tra comuni in dissesto e non, e in linea di principio non esistono preclusioni normative all’adesione. Tuttavia, nel caso di Pachino, il quadro è più complicato.
Il comune ha dichiarato il dissesto finanziario nell’agosto del 2019. Da allora, la gestione dei debiti pregressi fino al 31 dicembre 2018 è affidata all’Osl, l’Organo Straordinario di Liquidazione. Poiché la rottamazione riguarda i debiti affidati all’agente di riscossione dal 1° gennaio 2000 al 31 dicembre 2023, una parte consistente di quella massa ricade proprio nella competenza dell’Osl. Stando a quanto riportato nella relazione, rinunciare a sanzioni e interessi su quei crediti significa ridurre le risorse disponibili per coprire i debiti del dissesto, un’operazione che il responsabile finanziario giudica incompatibile con gli obiettivi del piano di rientro.
Non è tutto. Il comune sta ancora lavorando sulla riscossione ordinaria: nel 2024 sono stati emessi gli accertamenti IMU e TARI per il 2019, nel 2025 sono stati inviati i solleciti per il servizio idrico relativo al 2021 e 2022, mentre restano ancora da emettere gli avvisi per IMU e TARI degli anni 2021, 2022 e 2023. Per questi ultimi, i contribuenti possono ancora regolarizzare la propria posizione con il ravvedimento operoso, rendendo ulteriormente complicata la sovrapposizione con uno strumento di definizione agevolata.
C’è anche la questione del concessionario della riscossione. Aderire alla rottamazione cambierebbe il valore dei crediti oggetto del contratto di affidamento e potrebbe rendere necessario un adeguamento dell’accordo, in un contesto già segnato dalla carenza di personale.
La conclusione del responsabile finanziario è netta: per un comune in dissesto, come Pachino, la priorità è massimizzare le entrate e coprire i debiti, e qualsiasi rinuncia a componenti del credito va nella direzione opposta. Dunque, le probabilità che Pachino possa aderire alla rottamazione sono ridotte al lumicino, per non dire che sono nulle.








