A più di un anno dalla morte del 19enne avvenuta nella notte tra il 13 e il 14 febbraio 2025, la Procura ha deciso di non chiudere il fascicolo e di approfondire il ruolo dei sanitari intervenuti quella sera
La maledetta notte di San Valentino
Marco Gallo, 19 anni, quella maledetta sera di febbraio del 2025 ha accusato un malore mentre si trovava a letto nella sua abitazione assieme alla fidanzata ed alcuni amici. I familiari hanno immediatamente allertato il 112 e il giovane è stato trasportato d’urgenza all’ospedale Di Maria di Avola. Durante il trasferimento nella struttura sanitaria, il cuore del ragazzo si è fermato.
Nei giorni successivi al decesso, la Polizia scientifica ha effettuato un sopralluogo nell’abitazione della famiglia per cercare elementi utili a ricostruire le ultime ore di vita del diciannovenne. Gli investigatori del commissariato di via Tafuri hanno lavorato per ricomporre un puzzle che presentava alcuni vuoti nella ricostruzione della serata precedente al malore fatale. Dalle indagini è emerso che il giovane soffriva di una lieve forma d’asma.
A distanza di un anno dalla tragedia è stato consegnato ai genitori del giovane l’esame autoptico in cui viene certificato il decesso per insufficienza respiratoria, poiché affetto da asma bronchiale, e non a causa di una intossicazione acuta da sostanze stupefacenti. Nella stessa relazione emerge che per i medici legali che l’hanno firmata, non si ravvisano elementi tali da configurare una responsabilità professionale a carico dei sanitari del 118.
Le indagini
Al decesso del giovane 19enne sono seguiti tutti gli accertamenti del caso da parte delle autorità: sono scattate le indagini da parte degli agenti del commissariato di polizia di via Tafuri, sono state fatte le perquisizioni di rito. Ed è partita una indagine, guidata dal pm Silvia D’Amico della procura di Siracusa.
A distanza di più di un anno, iniziano ad emergere dubbi sul ruolo dei sanitari in quella notte drammatica. Più volte i genitori hanno raccontato che durante i soccorsi la crisi respiratoria del giovane è stata trattata come un caso di overdose di droghe, con relativa somministrazione di naloxone. Ma il decesso di Marco, come conferma l’autopsia, non è avvenuto per intossicazione di droghe.
Così adesso la Procura si è presa altro tempo per indagare su eventuali responsabilità dei sanitari. Nei prossimi giorni verranno sentiti anche i genitori di Marco, Carmine Gallo e Valeria Lucchesi.








