Slittano a lunedì 7 luglio le votazioni del direttivo. Tre anime del partito divise, tensioni nel circolo locale
Sta diventando lungo come un parto e, quasi, più faticoso. Il direttivo per eleggere il nuovo segretario del circolo pachinese del Partito democratico è slittato di una settimana.
Il documento di convocazione del direttivo locale, a firma del segretario provinciale dei democratici, Piergiorgio Gerratana, e del delegato regionale per i congressi, Giacomo D’Arrigo, aveva convocato il massimo organismo comunale fuoriuscito dal congresso per oggi, martedì primo luglio. Ma dopo le ennesime polemiche emerse nel circolo, perchè oltre ad essere spaccati in tre tronconi, i democratici non sono d’accordo mai in nulla – al punto che ci si chiede il motivo per cui fanno parte dello stesso partito – la segreteria provinciale e il responsabile dei congressi, per cercare di stemperare la tensione hanno deciso di dare una settimana di tempo in più.
Lunedì 7 luglio alle 19,30 verranno chiamati a votare i 16 eletti al congresso dello scorso 30 maggio: Vincenzo Fallisi, Ada Shentudi, Floriana Coppoletta, Rosario Ardilio, Giovanbattista Bottalla, Laura La Corte, Marialaura Dipietro, Salvatore Ferrara, Sergio Campisi, Cora Beninato, Salvatore Aquino, Dania Gradante, Andrea Iacono, Sonia Duco, Turi Borgh e Concetta Petralito.
Stando agli elementi raccolti negli ultimi giorni, Joseph Franzò potrebbe essere il nuovo segretario del circolo pachinese del Pd.
La distribuzione dei voti sarebbe così: le 3 anime pachinesi di un partito che avrebbe bisogno, invece, più di anima che di anime. Saranno in 8 a sostenere il candidato Joseph Franzò, in 6 voteranno per Sonia Dugo e i due che hanno sostenuto Turi Borgh al congresso (tra cui lo stesso Borgh), pare che potrebbero astenersi. Insomma, i numeri sono dalla parte di Franzò che, con l’astensione di Borgh e Petralito batterebbe Dugo 8 a 6.
Franzò sarebbe segretario anche nelle altre due eventualità (sempreché gli schieramenti originari rimangano immutati): potrebbe incassare il sostegno di Borgh e Petralito e andare a 10 contro 6, mentre nel caso che i due votassero Sonia Dugo, la partita finirebbe in parità, 8 a 8, ma, sia per motivi anagrafici che per il numero maggiore di voti ottenuti al congresso cittadino, la vittoria di Franzò sarebbe garantita.








