Palazzolo Acreide, svolto venerdì scorso il convegno “Una traiettoria per gli Iblei”

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Tra le proposte, l’idea dell’On. Nicola Bono di una “Unione degli Iblei di seconda generazione”

Lo scorso venerdì 1 marzo, presso la Sala delle Aquile Verdi del Comune di Palazzolo Acreide, si è tenuto il convegno “Una traiettoria per gli Iblei”. L’evento, organizzato dal C.I.D. (Centro Iniziativa Democratica), è stato il primo di una serie di incontri, che hanno come obiettivo quello di lanciare la prospettiva della creazione di iniziative per il rilancio dell’economia delle aree interne e montane, oggi in forte difficoltà oltre che economica anche demografica.

Alla serata del primo marzo hanno preso parte l’On. Nicola Bono, già Presidente della Provincia Regionale di Siracusa, l’On. Giuseppe Carta, deputato regionale e il Presidente dell’Anci Paolo Amenta. Attraverso gli interventi dei relatori si è discusso delle diverse criticità che il territorio ibleo si trova a fronteggiare, sia a livello economico che demografico, analizzando al tempo stesso le diverse opportunità per i comuni iblei e i rapporti istituzionali-politici che nel tempo si sono susseguiti nella nostra regione.

Grande attenzione è stata posta in particolare sulla proposta avanzata dall’On. Nicola Bono, di dare vita ad una “Unione di Comuni di seconda generazione”, che nell’area degli Iblei non esiste, per realizzare una “traiettoria di sviluppo economico e sociale”, utilizzando le peculiarità di questo nuovo soggetto associativo, appunto di seconda generazione. L’aspetto più importante dei queste nuove Unioni di Comuni è, non solo quello di creare economie di scala nella gestione dei piccoli comuni partecipanti, o quello di accedere a particolari fonti di finanziamento, ma soprattutto la novità dell’esercizio di politiche di “Area Vasta”, nell’ambito dei territori dei comuni interessati, che sono le politiche di sviluppo che sono mancate negli ultimi 11-12 anni per il venir meno delle Province.

Si è aperta una nuova prospettiva, ha quindi concluso Bono, che nell’individuare il sistema delle Nuovi Unioni di seconda generazione quale strumento di gestione, che ovviamente dovrà essere approfondito e arricchito della collaborazione di soggetti competenti nella elaborazione delle strategie di sviluppo, potrebbe davvero avviare un percorso di crescita per le aree interne e montane e fermare, ed addirittura, invertire il fenomeno dello spopolamento.

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