Il deputato regionale cita Mase, Arpa e Autorità di Bacino: “Non è uno scontro ideologico, bisogna curare le falde dell’Anapo prima di tracciare confini”
Rivedere la tabella di marcia per l’istituzione del Parco nazionale degli Iblei alla luce di precise criticità ambientali emerse da documenti ufficiali. È la posizione rimarcata dal deputato regionale Carlo Auteri, che chiama in causa i riscontri formali trasmessi dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, da Arpa Sicilia e dall’Autorità di Bacino del Distretto Idrografico.
Secondo il parlamentare all’ARS, il percorso verso l’area protetta non può prescindere dalla risoluzione preliminare dei problemi legati agli impianti di depurazione e alla contaminazione dei corpi idrici dell’area montana siracusana.
Il primo elemento richiamato da Auteri riguarda una nota ministeriale dello scorso 5 agosto trasmessa all’Ispra per verificare l’eventuale sussistenza di un danno ambientale lungo la valle dell’Anapo. A questo si somma il report di Arpa Sicilia del 29 luglio, dal quale si vince che tra i Comuni montani della provincia di Siracusa solo l’impianto di Ferla risulterebbe operare con un’autorizzazione allo scarico non scaduta.
A completare il quadro vi è la nota dell’Autorità di Bacino, che conferma la presenza di scarichi reflui connessi al fiume Anapo e classifica come “non buono” lo stato chimico delle falde sotterranee nei settori Nord-Orientale e Meridionale del Siracusano:
«Non siamo più davanti a valutazioni politiche o a semplici preoccupazioni, ma a documenti di tre istituzioni differenti che evidenziano problemi concreti su depurazione e scarichi. Tutelare seriamente significa intervenire sulle cause reali che compromettono l’ambiente, non limitarsi a tracciare un perimetro su una carta. Chiedo a Regione, enti locali e associazioni di sedersi allo stesso tavolo e affrontare prima di tutto le emergenze reali». — Carlo Auteri, Deputato Regionale
L’esponente politico sollecita un’azione coordinata affinché il Libero Consorzio Comunale di Siracusa e i Comuni interessati adeguino rapidamente i sistemi di collettamento e depurazione, invitando contestualmente le sigle ambientaliste a un confronto basato sui dati tecnici emersi.










