Il vicepremier e ministro delle Infrastrutture: “Abbiamo fatto i compiti e l’Europa ci ha dato il via libera. Sulle prescrizioni tecniche del CSLP solo ordinaria prassi”
Il cronoprogramma per la realizzazione del Ponte sullo Stretto di Messina entra nella sua fase decisiva. In occasione della sua partecipazione al Meeting di Rimini, il vicepresidente del Consiglio e ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, ha fissato una nuova scadenza temporale per l’avvio operativo delle opere, indicando l’autunno 2026 come finestra utile per la posa della prima pietra.
Intervistato da ilSussidiario.net, il ministro ha chiarito quali siano i passaggi burocratici e contabili determinanti per giungere all’apertura effettiva delle aree di cantiere:
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Il parere della Corte dei Conti: Viene definito da Salvini come «il passaggio più importante». Dopo i rilievi sollevati dalla magistratura contabile lo scorso anno, il Mit ha integrato la documentazione richiesta per superare ogni criticità procedurale e finanziaria.
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L’interlocuzione con Bruxelles: Il ministro ha confermato contatti costanti con le istituzioni europee anche nel mese di agosto, ribadendo che dall’Unione Europea è giunto il segnale di proseguire lungo la tabella di marcia del corridoio infrastrutturale europeo.
In merito alle numerose osservazioni e prescrizioni tecniche sollevate dal Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici (CSLP), Salvini ha gettato acqua sul fuoco, paragonando l’iter a quello delle principali infrastrutture strategiche nazionali:
«Per le grandi opere è normale che sia così: è successo per la Tav, per il Mose, per il tunnel del Brennero. Il Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici, all’unanimità e con il meglio dell’ingegneria e dei docenti universitari italiani, ha confermato che il progetto è solido e ha detto di partire. Quando si affrontano opere complesse, ingegneri e tecnici intervengono per calibrare i dettagli durante la fase di progettazione esecutiva: queste sono le prescrizioni, ed è la prassi».










