Lettera aperta al presidente Di Sarcina dall’avvocato Giovanni Randazzo: “Pianificazione ferma al 1919, Augusta e Catania ricevono centinaia di milioni mentre la nostra costa resta abbandonata”
L’associazione “Porto di Siracusa – Anna Maria Lepik”, guidata dal presidente avv. Giovanni Randazzo, ha trasmesso una formale lettera aperta ai vertici dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare di Sicilia Orientale (AdSP) per sollecitare l’immediato aggiornamento del Documento di Pianificazione Strategica di Sistema Portuale (DPSS).
La protesta fa seguito alle note già inviate nel corso del 2025 e al confronto con il presidente dell’AdSP, ing. Domenico Di Sarcina, rimasto finora privo di riscontri operativi.
L’inclusione del Porto di Siracusa (comprensivo della rada del Porto Grande e di Santa Panagia) all’interno dell’AdSP è stata sancita oltre due anni fa con la Legge n. 28 del 15 marzo 2024, con la formale consegna delle aree demaniali da parte della Regione Siciliana completata nel novembre 2024. Ciononostante, il DPSS in vigore risale al 2020 e riguarda esclusivamente i porti di Augusta e Catania.
Nel Piano Operativo Triennale 2026-2028 apparso sul sito dell’Ente, l’iter di aggiornamento viene liquidato come “avviato” a cura della Segreteria Tecnica, rinviando a data da destinarsi la redazione dei nuovi Piani Regolatori Portuali (PRP).
«Campa cavallo, verrebbe da commentare. Nelle more dell’emanazione del DPSS e del nuovo PRP, il Piano del Porto di Siracusa risale addirittura al 1919. In assenza di una cornice normativa d’insieme, ogni intervento viene disposto dall’Autorità di turno in maniera estemporanea, penalizzando gli operatori, le categorie professionali e i lavoratori del settore». — Avv. Giovanni Randazzo, Presidente dell’Associazione “Porto di Siracusa – Anna Maria Lepik”
L’associazione contesta inoltre la marcata disparità nell’assegnazione delle risorse economiche contenute nel Piano Triennale 2026-2028:
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Augusta e Catania: destinatarie di risorse finanziarie comunitarie per centinaia di milioni di euro destinate allo sviluppo infrastrutturale e ai rispettivi Piani regolatori;
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Porto Grande di Siracusa: previsti solo interventi di manutenzione banchine e la progettazione della nuova stazione marittima per un importo stimato di appena 37 milioni di euro;
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Porto di Santa Panagia: nessun intervento programmato, neppure a titolo manutentivo;
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Decarbonizzazione (Cold Ironing): previsti 18 milioni di euro finanziati dalla Regione Siciliana con termine a giugno 2026, ma le cui opere risultano ancora inattuate.
L’assenza dei piani di gestione si riflette sull’assenza di destinazioni d’uso trasparenti per la flotta dei pescherecci, per l’approdo turistico, per le linee di collegamento e traghettamento con Malta e per la valorizzazione commerciale di Santa Panagia, anche in relazione al collegamento ferroviario TEN-T della vicina stazione di Targia.
Le richieste: Ufficio Decentrato e risposta entro 30 giorni
Nella nota trasmessa via PEC, l’associazione chiede formalmente all’AdSP di:
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Avviare con urgenza l’affidamento dei servizi di ingegneria per la stesura del DPSS e del Piano Regolatore Portuale di Siracusa;
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Istituire a Siracusa, in quanto comune capoluogo di provincia, l’Ufficio Amministrativo Decentrato ai sensi dell’art. 6-bis comma 2 della Legge 84/1994, analogamente a quanto già disposto per lo scalo di Pozzallo.
All’Autorità di Sistema Portuale è stato concesso un termine formale di 30 giorni ai sensi della Legge 241/1990 per fornire un riscontro circostanziato sulle tempistiche di adozione degli atti.






