La giunta approva il progetto di riqualificazione della struttura e dei servizi tramite un contributo straordinario per l’immigrazione
Nascerà un museo negli immobili dell’area archeologica di contrada Cicogna. La giunta comunale ha approvato il progetto di riqualificazione per un importo complessivo di 154 mila euro, di cui 128 mila dal contributo straordinario riconosciuto al Comune dalla Regione in ragione delle difficoltà legate al fenomeno migratorio e la rimanente parte coperta con risorse del bilancio comunale.
Il progetto, redatto dall’architetto Paolo Mallia, riguarda il corpo museale e il blocco servizi dell’area che ospita reperti di epoca tardo romana, posta all’estremo sud-est della Sicilia affacciata sull’isola di Capo Passero. La Soprintendenza di Siracusa ha già espresso parere favorevole.
Una storia di abbandono e vandalismi
L’area di contrada Cicogna ha una storia articolata. I lavori di sistemazione e scavo risalgono al periodo 2005-2009, quando furono realizzati i due fabbricati destinati a ospitare il museo e i servizi per i visitatori. Il circuito fu completato e inaugurato, arrivando ad accogliere diverse edizioni del Cortopalo Film Festival.
Col tempo, tuttavia, la gestione si rivelò difficile. Gli immobili subirono danni da atti vandalici ripetuti fino al punto da essere murati per impedirne l’accesso. Il corpo museale fu colpito da un incendio doloso che, pur non compromettendo le strutture portanti, rese il locale completamente inagibile, annerendo le pareti e danneggiando pavimentazione e infissi. Il blocco servizi igienici fu anch’esso devastato.
Il progetto
L’intervento punta a restituire ai due edifici la loro funzione originaria. Il corpo museale, di circa 94 metri quadrati, sarà ripristinato come spazio espositivo e ufficio logistico. Il blocco servizi, di circa 46 metri quadrati, tornerà ad ospitare i bagni pubblici divisi per genere, con spazi accessibili ai disabili, e un locale tecnico per il deposito delle attrezzature.
I lavori comprenderanno il rifacimento completo degli impianti elettrici interni, il ripristino dell’impianto fognario con collegamento alla rete comunale e l’allaccio idrico all’acquedotto comunale già presente nelle vicinanze. I materiali utilizzati saranno analoghi a quelli originari, limitando l’intervento al recupero funzionale degli spazi.
Le risorse e la copertura finanziaria
Il costo totale si attesta a 154 mila euro, la copertura principale arriva dal contributo straordinario regionale da 128 mila euro, assegnato ai Comuni siciliani che affrontano difficoltà connesse agli sbarchi. La differenza rispetto al contributo regionale, pari a circa 26 mila euro, sarà a carico del bilancio del Comune.








