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Priolo, Consiglio slitta a domani. Arangio (FI): “Vogliono far decadere l’aula per restare al comando”

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Fumata nera oggi per mancanza di numero legale, si torna in aula domani. L’esponente di Forza Italia teme una “forzatura democratica”: bocciare lo strumento finanziario per sciogliere il consesso civico

Clima teso a Palazzo di Città. La seduta del Consiglio Comunale di Priolo Gargallo, prevista per questo pomeriggio con all’ordine del giorno il delicatissimo voto sul bilancio di previsione, è slittata a domani per mancanza del numero legale.

Ma mentre l’aula prende tempo, la polemica politica esplode con forza. A lanciare l’allarme è Patrizia Arangio, consigliere comunale di Forza Italia, che insieme all’On. Carta, intravede dietro le manovre d’aula una strategia ben precisa e, a suo dire, pericolosa per la democrazia cittadina.

Il sospetto: “Bocciare il bilancio per eliminare il Consiglio”

Secondo Arangio (e Carta), l’Amministrazione, priva di una maggioranza stabile da ormai due anni, starebbe tentando una strada alternativa alle dimissioni per restare in sella. «Sembrerebbe che si stia inducendo a votare contro il bilancio di previsione non per migliorarlo – dichiara l’esponente azzurra – ma per farlo bocciare deliberatamente, così da far decadere il Consiglio e lasciare in carica solo il sindaco e la sua giunta».

Se questa ipotesi dovesse concretizzarsi, si attiverebbe il meccanismo che porta allo scioglimento dell’assise civica, lasciando però l’amministrazione attiva al suo posto fino a nuove elezioni.

“Una forzatura delle regole democratiche”

Arangio non usa mezzi termini: «Se così fosse, non saremmo davanti a una normale crisi politica, ma a una forzatura grave delle regole democratiche». L’accusa è quella di voler “svuotare il Consiglio comunale del suo ruolo e privare i cittadini del diritto di essere rappresentati”, pur di evitare l’assunzione di responsabilità politica delle dimissioni.

«Non è eliminando dal campo l’opposizione che si ricostruiscono immagine e credibilità perdute – incalza la consigliera –. Al contrario, una simile scelta non farebbe che accentuare l’inadeguatezza di un governo che andrebbe sciolto, non protetto da scorciatoie istituzionali».

L’appello prima del voto

In vista della riconvocazione dell’aula prevista per domani, Arangio pone una questione morale e istituzionale: «È accettabile governare un Comune senza Consiglio comunale pur di restare al comando?». La promessa è quella di una ferma opposizione a qualsiasi tentativo di aggirare il confronto democratico: «Nessuno resterà a guardare, perché la democrazia non si aggira né si piega alle convenienze politiche: si esercita, si difende e si pretende».

Domani, dunque, la prova del nove in aula: si capirà se il rinvio di oggi è stato solo un incidente di percorso o l’anticamera di uno scontro finale.

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