I deputati Marano, Campo e Gilistro denunciano il paradosso istituzionale: «Si sta sottraendo la scelta alla rappresentanza democratica e alle categorie produttive di Catania, Siracusa e Ragusa»
I deputati regionali del Movimento 5 Stelle, Jose Marano, Stefania Campo e Carlo Gilistro, hanno sollevato dure contestazioni al termine della seduta della commissione Territorio, Ambiente e Mobilità all’Assemblea Regionale Siciliana (ARS).
Al centro del dibattito vi è l’avvio delle procedure per la privatizzazione della SAC, la società che gestisce l’aeroporto di Catania, che prevedono la cessione di una quota di maggioranza compresa tra il 51% e il 65% a partner privati.
«La vicenda della privatizzazione della SAC sta assumendo contorni tali che impongono una seria riflessione sulla legittimità di scelte strategiche destinate a condizionare, nel bene o nel male, il futuro dello scalo etneo – hanno dichiarato congiuntamente i parlamentari regionali del M5S. Una manovra di tale portata ha inevitabilmente effetti su un’infrastruttura vitale per l’economia siciliana».
La delegazione del Movimento 5 Stelle ha espresso forte preoccupazione per le modalità con cui si sta delineando il passaggio di mano delle quote dello scalo. I deputati ritengono fondamentale fare chiarezza immediata sulle strategie finanziarie e industriali prima di procedere a qualunque atto definitivo.
I punti critici evidenziati dai parlamentari in commissione riguardano:
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Mancanza di trasparenza: la necessità di comprendere come verrà selezionato il partner privato che assumerà il controllo operativo dello scalo;
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Scopo dei proventi: il dubbio che gli introiti della vendita possano servire unicamente a coprire il passivo del Fondo pensioni della Camera di Commercio del Sud-Est;
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Impatto sul territorio: l’urgenza di conoscere la reale tutela riservata all’aeroporto di Comiso e le ricadute economiche sull’intero comprensorio meridionale dell’Isola.
L’aspetto più controverso dell’intera operazione risiede nel contesto istituzionale in cui si sta sviluppando la compravendita. Il socio di maggioranza della SAC, con il 60% delle quote, è infatti la Camera di Commercio del Sud-Est, un ente che si trova in una condizione di commissariamento da ormai tre anni.
Nonostante il governo regionale avesse annunciato a novembre il ripristino degli organi camerali eletti, ad oggi non è seguito alcun atto concreto. Ci si trova quindi di fronte a un evidente paradosso istituzionale.
«Un commissario, figura temporanea per definizione, sta di fatto decidendo la vendita di una società strategica – hanno concluso Marano, Campo e Gilistro. Privatizzare una società aeroportuale in queste condizioni, senza il coinvolgimento degli organi camerali regolarmente eletti, significa calpestare la volontà dei territori e trasformare una scelta di sviluppo economico in una mera operazione di potere calata dall’alto».










