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Riserva del Fiume Ciane e Saline a rischio sommersione: l’Ass. Anna Maria Lepik scrive al Libero Consorzio

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Inviata una nuova PEC firmata dal presidente Giovanni Randazzo sul progetto FERS da 5,5 milioni: “Manca l’argine contro l’erosione. L’Ente valuti la rinuncia o la modifica dei fondi”

L’Associazione “Porto di Siracusa – Anna Maria Lepik”, presieduta dall’avvocato Giovanni Randazzo, ha inviato una dettagliata PEC di riscontro al Libero Consorzio Comunale di Siracusa, contestando la risposta fornita dall’Ente il 28 luglio e ribadendo la sostanziale inidoneità delle opere previste per salvaguardare il papiro e la zona umida.

Al centro dell’incalzante rilievo tecnico vi è la mancata previsione del rifacimento dell’argine costiero, ritiratosi di oltre 70 metri. Una criticità che, in assenza di barriere adeguate, espone le Saline alla definitiva sommersione marina entro il 2100.

Nonostante la nuova relazione di dettaglio del 25 maggio 2026 presenti uno stanziamento di 276 mila euro per studi di “rinaturalizzazione” e “ripristino idraulico”, l’associazione sottolinea come si tratti soltanto di progettazioni future prive di un piano d’opera immediato, a rischio di diventare presto obsolete.

Sotto accusa finisce anche la distribuzione delle risorse: oltre l’80% del finanziamento risulta destinato a forniture di beni, servizi e incarichi professionali frammentati sotto la soglia dei 140 mila euro per l’affidamento diretto, mentre i lavori strutturali sono stati ridimensionati a soli 719 mila euro senza contrastare l’erosione della costa.

«La proposta dell’Ente conferma l’inidoneità a porre soluzione ai gravi problemi della Riserva. Chiediamo che il Libero Consorzio valuti la rinunzia o la riprogrammazione di alcuni interventi con l’Assessorato Territorio e Ambiente, per destinare tempestivamente le risorse al rifacimento dell’argine ed evitare una vana dispersione di pubblico denaro». — Giovanni Randazzo, Presidente dell’Associazione “Porto di Siracusa – Anna Maria Lepik”

L’appello per un tavolo di confronto con le sigle ambientaliste

L’associazione, affiancando i dubbi espressi da altre realtà del territorio come Legambiente, LIPU, Comitato Parchi e Italia Nostra, ha sollecitato l’amministrazione provinciale a riaprire un tavolo di esame congiunto per ridisegnare la strategia d’intervento prima che i fondi regionali vengano definitivamente impegnati senza risolvere l’emergenza ambientale dell’area.

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