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Rosolini, La denuncia delle opposizioni: “Maggioranza fugge al confronto”

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Giovedì è mancato il numero legale, venerdì la maggioranza ha disertato in blocco: i gruppi consiliari di opposizione parlano di atto grave contro le istituzioni e chiedono conto al sindaco Giovanni Spadola e al presidente del consiglio Corrado Sortino.

Per due giorni consecutivi il consiglio comunale di Rosolini non si è potuto svolgere regolarmente. Giovedì la maggioranza ha fatto mancare il numero legale, venerdì ha disertato la seduta in blocco. A denunciarlo sono i gruppi consiliari di opposizione, che parlano di un atto grave sul piano istituzionale e chiedono conto del comportamento del sindaco Giovanni Spadola, della sua giunta e dell’intera maggioranza.

Secondo i consiglieri di minoranza, l’assenza non è stata casuale ma una risposta indiretta alle interrogazioni presentate, alle quali la maggioranza non sarebbe stata in grado di replicare. La scelta del silenzio e della non presenza viene letta come una forma di sottrazione al confronto che spetta all’aula consiliare.

«Non è assolutamente ammissibile che chi amministra si sottragga così al confronto», si legge nella nota congiunta firmata dai gruppi di minoranza. «Questa non è solo una scorrettezza istituzionale, è un vero e proprio attacco alla democrazia. E a rimetterci sono, nuovamente, i cittadini.»

Nell’attacco dell’opposizione rientra anche il presidente del consiglio comunale, Corrado Sortino, anch’egli assente nelle due sedute. I consiglieri di minoranza lo accusano di non esercitare con terzietà il ruolo di garante dell’assemblea. «Un presidente mai super partes», scrivono, «sempre impegnato a ostacolare il diritto dei rappresentanti del popolo a esercitare le proprie funzioni.»

La nota è firmata da Davide Soli per il Partito Democratico, Giuseppe Guastella per Mente e Cuore, Tino Di Rosolini e Maria Concetta Iemmolo per Primavera Rosolinese, Rosario Cavallo per Fratelli d’Italia, e da Carmelo Modica, Rosina Collemi ed Enzo Giurato per Rosolini Libera. Un fronte trasversale che unisce forze politiche distanti tra loro ma concordi nel giudizio su quanto accaduto.

I gruppi di opposizione sottolineano che a pagare il prezzo di questa paralisi sono i cittadini, privati della possibilità di vedere i propri rappresentanti lavorare e rispondere delle proprie scelte in sede istituzionale.

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