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Sanità, robot per i prelievi di sangue: l’UGL dice sì all’innovazione ma chiede assunzioni

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Arriva il via libera USA al dispositivo Aletta. Il sindacato: “Nessun algoritmo o macchina può sostituire medici e infermieri”

L’apertura della Food and Drug Administration (FDA) statunitense al primo sistema robotico per i prelievi ematici autonomi riaccende il dibattito sull’impatto dell’automazione nel Servizio Sanitario Nazionale. Si chiama Aletta il dispositivo ambulatoriale in grado di eseguire prelievi di sangue attraverso sistemi di imaging sotto la supervisione di un operatore sanitario. Un’innovazione tecnologica che ha spinto il sindacato UGL a intervenire per richiamare la politica alle priorità del settore: l’organico e la qualità delle cure.

L’organizzazione sindacale chiarisce la propria posizione favorevole al progresso tecnologico, ma mette in guardia dal rischio di utilizzare la tecnologia come scorciatoia rispetto alle croniche carenze di personale nei reparti e nei Pronto Soccorso.

Secondo l’analisi dell’UGL, l’automazione e l’intelligenza artificiale devono diventare strumenti integrativi e di supporto alla relazione terapeutica con il paziente, non un’alternativa al reclutamento:

  • Ruolo della tecnologia: impiego di robotica e automazione per sgravare gli operatori dalle mansioni ripetitive, consentendo al personale di dedicarsi all’assistenza diretta;

  • Reimpiego strategico: le ore liberate dall’automazione devono servire a rafforzare i presidi ospedalieri, ridurre i carichi di lavoro e accelerare l’abbattimento delle liste d’attesa;

  • Regole e sicurezza: introduzione di percorsi formativi dedicati, perimetrazione chiara delle responsabilità professionali e verifica dell’impatto occupazionale prima dell’adozione su larga scala.

«Innovazione sì, ma il Servizio Sanitario Nazionale deve incrementare gli investimenti nelle professioni sanitarie: nessun algoritmo può essere la risposta alla carenza di medici e infermieri. Non possiamo immaginare un futuro in cui si acquistano macchinari per compensare organici insufficienti mentre gli operatori lavorano sotto costante pressione. La modernizzazione deve partire dalle persone per valorizzarle, non per sostituirle». — Dalla segreteria del sindacato UGL

L’UGL sollecita il governo nazionale e le amministrazioni regionali ad avviare un confronto formale con le organizzazioni sindacali per governare la transizione digitale nella sanità pubblica, ponendo al centro la sicurezza dei lavoratori, la dignità professionale e la cura del paziente.

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