Aggiornato al 13/06/2026 - 13:26
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Siracusa Calcio, Bruno Alicata: «Perché una procura a vendere senza libri contabili?»

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L’ex senatore attacca il sindaco Francesco Italia e il Capo di gabinetto Gibilisco sulle trattative societarie: «Nessun acquirente accetta a scatola chiusa senza i libri contabili»

L’ex senatore aretuseo Bruno Alicata interviene con una nota in merito alle ultime convulse vicende del Siracusa Calcio, mettendo nel mirino la gestione della crisi portata avanti dai vertici di Palazzo Vermexio.

Al centro della polemica ci sono le recenti dichiarazioni pubbliche rilasciate dal Capo di gabinetto del sindaco Francesco Italia, che hanno svelato la vera natura dei documenti firmati nei mesi scorsi con l’attuale proprietà del club azzurro.

Quella che era stata presentata come una semplice delega a esplorare il mercato era in realtà una vera e propria procura a vendere le quote societarie, un dettaglio che cambia radicalmente la prospettiva della trattativa.

Secondo l’esponente politico, la linea difensiva adottata dal sindaco e dal suo entourage rappresenterebbe un tentativo tardivo di smarcarsi da un imminente fallimento sportivo, scaricando ogni colpa sulla governance della squadra.

I dubbi strutturali sollevati da Bruno Alicata sulla gestione del Comune:

  • Il vuoto contabile: la procura a vendere rilasciata dalla proprietà non era corredata dalle necessarie scritture contabili aggiornate sulla reale situazione debitoria;

  • La trattativa al buio: il Comune avrebbe cercato partner commerciali senza avere in mano i numeri reali del bilancio, bloccando di fatto l’interesse di imprenditori seri;

  • Lo scaricabarile politico: l’accusa alla giunta Italia di voler “mettere le mani avanti” per sollevarsi dalle responsabilità di fronte alla piazza e alla tifoseria.

«La domanda sorge spontanea – scrive l’ex senatore Bruno Alicata –: per quale motivo questi due illustri personaggi dell’Amministrazione comunale si sono fatti rilasciare una procura a vendere senza avere a disposizione la situazione contabile? Sapevano benissimo che nessun potenziale investitore avrebbe mai potuto accettare un accordo a scatola chiusa».

La polemica tra l’ex parlamentare e i vertici del Comune si inserisce in un contesto temporale drammatico per i colori azzurri. Il cronometro corre veloce verso i termini perentori fissati dalla Covisod per la presentazione della documentazione economica.

Senza una svolta immediata sul fronte societario o un’immissione di liquidità da parte dei soci attuali, il rischio concreto è che la città perda la quarta serie nazionale, un patrimonio sportivo conquistato con fatica sul campo.

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