siracusapress.it
Preoccupazione

Incendi e nuove discariche, allarme di AVS sul futuro del petrolchimico di Priolo: «Politica distratta»

siracusapress.it

condividi news

Intervento di Sinistra Italiana ed Europa Verde dopo il rogo Eni a Mantova e il via libera ai rifiuti speciali ad Augusta: «Manca una visione d’insieme in grado di assicurare lavoro e salute»

I vertici provinciali di Alleanza Verdi e Sinistra (AVS) intervengono con una nota congiunta per esprimere profonde preoccupazioni sulla gestione del futuro del petrolchimico, evidenziando una serie di eventi critici che mettono a nudo la fragilità dell’intero comprensorio.

A far scattare l’allarme rosso è stato il devastante incendio divampato nello stabilimento chimico della Eni Versalis a Mantova. Si tratta del sito pilota del primo impianto su scala industriale per il riciclo di plastiche miste tramite pirolisi che l’azienda intende replicare proprio nel polo industriale siracusano, con una capacità da 40 mila tonnellate.

I rappresentanti di Sinistra Italiana ed Europa Verde sottolineano come la classe politica locale e regionale si stia dimostrando incapace di governare la transizione ecologica e i più elementari protocolli di sicurezza nel complesso di raffinazione più grande d’Europa.

La gestione del territorio è finita al centro di un duro scontro amministrativo che vede contrapposti gli interessi industriali, le tutele ambientali e la sicurezza degli impianti esistenti.

I fattori di rischio che minacciano la sostenibilità dell’area industriale:

  • Il progetto pirolisi a Priolo: il rogo di Mantova getta un’ombra sull’impianto gemello previsto a Siracusa, per il quale Eni Versalis ha già richiesto l’Autorizzazione Integrata Ambientale (Aia) al Ministero dell’Ambiente;

  • La discarica di rifiuti pericolosi: il rilascio della Valutazione di Incidenza Ambientale (Via) positiva da parte della Regione Siciliana alla società Log Service per un sito di stoccaggio ad Augusta, contestato persino dalla vicina Sasol per la vicinanza ai propri serbatoi di kerosene;

  • La striscia di roghi tossici: i recenti e ripetuti incendi registrati all’interno della piattaforma Ecomac smaltimenti e il costante decadimento della qualità dell’aria respirata dai cittadini.

«In questa fase di estrema fragilità, la politica e i governi locali sembrano del tutto assoggettati alle dinamiche e alle logiche imprenditoriali – denunciano Seby Zappulla (SI) e Salvo La Delfa (Europa Verde) –. Il futuro dell’area sembra consegnato nelle mani di manager che perseguono più interessi particolari rispetto a quelli della collettività».

La denuncia delle forze ecologiste si sposta poi sulla carenza strutturale degli organi di controllo pubblico. Negli anni, la struttura provinciale dell’Arpa Sicilia ha subito un drastico depotenziamento della propria pianta organica.

La carenza di personale tecnico nel siracusano risulta drammatica se confrontata con i dipartimenti ambientali di altre regioni italiane di pari popolazione. Questo vuoto d’organico sta privando i residenti della disponibilità di controlli costanti, analisi dei terreni e monitoraggi dei fumi in tempo reale, alimentando il senso di insicurezza.

Il destino del petrolchimico di Priolo non può essere slegato da un piano di risanamento complessivo che metta al centro la tutela dei posti di lavoro e la bonifica dei siti inquinati.

In assenza di un quadro prospettico d’insieme e di tipo olistico, l’area industriale non potrà avere un futuro sostenibile sul piano economico e sociale. Il rischio concreto è quello di una dismissione disordinata che lascerebbe sul campo solo disoccupazione e danni ambientali.

Primo Piano

ULTIMA ORA

CULTURA

EVENTI

invia segnalazioni