Tra gli indagati cinque dirigenti dell’Asp di Siracusa incluso il direttore generale Caltagirone, oltre a Cuffaro, Romano e il deputato regionale Pace. Le opposizioni “durissimo colpo per la credibilità del governo Schifani e della sanità siciliana”
La parole d’ordine è “dimissioni”. Le opposizioni al governo Schifani, parlamentari e non, dopo le notizia dell’inchiesta sugli appalti pilotati nella sanità siciliana e le richieste della procura palermitana di arresti domiciliari per 18 persone, hanno deciso di lanciare un messaggio chiaro alla maggioranza e al presidente della Regione.
Per maggiore chiarezza, tra gli indagati, con l’accusa a vario titolo di associazione a delinquere, turbativa d’asta e corruzione, figurano l’ex presidente della Regione Totò Cuffaro, il parlamentare nazionale Saverio Romano, il deputato regionale della Nuova Dc Carmelo Pace e il direttore generale dell’Asp di Siracusa Alessandro Caltagirone.
Particolarmente rilevante la presenza di cinque dirigenti dell’Azienda Sanitaria Provinciale di Siracusa tra i diciotto indagati per i quali la Procura ha avanzato la richiesta di arresto.
Il parlamentare nazionale Filippo Scerra e il deputato regionale Carlo Gilistro, entrambi del Movimento 5 Stelle, hanno commentato duramente la vicenda.
«Ancora un durissimo colpo per la credibilità del governo Schifani e della sanità siciliana, per come intesa dal centrodestra. Siamo preoccupati da queste presunte ingerenze esterne che, se confermate in giudizio, restituirebbero un quadro di interessi terzi e per nulla in linea con le necessità di pazienti e degenti, in particolare in provincia di Siracusa», hanno dichiarato Scerra e Gilistro.
I due esponenti del Movimento 5 Stelle sottolineano come si stiano moltiplicando le indagini che coinvolgono esponenti del governo Schifani e rappresentanti dei partiti su cui si poggia la maggioranza di centrodestra. «Crediamo che sia arrivato il momento per il presidente della Regione di liberare la Sicilia, regione per la quale non ha prodotto risultati apprezzabili dai cittadini e che anzi sembra avere affossato definitivamente la sanità, dopo avere litigato lungamente e sotto la luce del sole per la spartizione delle poltrone che contano», concludono.
Sulla stessa linea il coordinatore regionale di Sinistra Futura Pippo Zappulla, che pur dichiarandosi rispettoso dello stato di diritto, ritiene che «i siciliani hanno il diritto sacrosanto di essere indignati». Zappulla evidenzia come non passi giorno senza notizie di inchieste, rinvii a giudizio e arresti nel settore sanitario.
«Parliamo del settore più delicato per la vita dei cittadini, la stessa sanità pubblica in molte realtà e territori in difficoltà terribili, la sanità delle liste di attesa allucinanti, dei pronto soccorso ingolfati, delle indagini diagnostiche consegnate con tempi biblici. La stessa sanità pubblica che ha necessità di medici, di infermieri, di personale sanitario e di macchinari funzionanti e moderni e invece continua ad essere il bancomat del malaffare e della peggiore politica», afferma Zappulla.
Il coordinatore regionale di Sinistra Futura non esita a chiedere le dimissioni del presidente Schifani. «Penso maturo il tempo che il Presidente della Regione prenda atto dello schifo etico e morale che attanaglia settori della macchina amministrativa-burocratica e politica della regione, metta fuori dalla sua giunta gli esponenti della Dc e se non ha la forza di farlo rassegni le dimissioni per liberare se stesso da situazioni sempre più imbarazzanti e, soprattutto, per ridare ai cittadini il diritto a cambiare la Sicilia provando ad affermare una nuova classe dirigente di persone competenti, trasparenti e oneste».








